Valle del Savuto. Un pericolo chiamato “rifiuto” tra discariche incontrollate e cattive abitudini. Quale costo sociale? *

di Gaspare STUMPO*

RIFIUTI abbandonati nelle campagne o a margine dei fiumi, rifiuti abbandonati lungo le strade, nei quartieri di città e paesi, anche in pieno centro, persino nei pressi delle fermate ferroviarie. Un’abitudine scellerata segno di inciviltà, illegale quando dalla semplice (benché reiterata) maleducazione, si passa all’abuso, al danno ambientale, al pericolo per la salute delle persone e degli animali. Si, perché la qualità di questi materiali è molto spesso rappresentata da sostanze potenzialmente nocive (pneumatici, batterie di automobili, oli esausti, cemento-amianto, elettrodomestici ed altro), con tempi lunghi di degradazione (fino a 4000 anni!), insalubri anche per la presenza di polveri, gas e liquami. Rifiuti speciali che andrebbero stoccati in siti di controllati ma che invece, irresponsabilmente, vengono lasciati all’aperto, a contatto con il suolo, l’acqua e l’aria, ad alimentare fetidi cumuli di pattume che via via diventano nocivi. Un problema di difficile gestione che incide sul bilancio degli enti locali perché ogni azione destinata alla bonifica dei luoghi costa un mucchio di quattrini. Tutti, ovviamente, a carico dei contribuenti. Inquinare il territorio, devastarlo, è comunque un reato per il quale sono previste sanzioni amministrative e penali certamente serie. L’accrescere del fenomeno, la sua pericolosità sociale, ha costretto la pubblica amministrazione a dotarsi – negli ultimi anni – di strumenti di prevenzione e repressione con risultati importanti, soprattutto dopo l’introduzione di “foto-trappole” e l’intensificarsi di azioni investigative a tutto campo. Purtroppo (come abbiamo ampiamente dimostrato nel corso del tempo) anche l’area del Savuto non è nuova alla presenza di ammassi di immondizia di origine domestica, non solo industriale, abbandonata (od occultata) in posti di difficile accesso, periferici o poco frequentati. Le nostre cronache, infatti, sono ricche di episodi legati all’abbandono indiscriminato di oggetti in disuso e spazzatura di ogni genere. L’ultima riguarda la località “San Cataldo” – nel Comune di Marzi, nei pressi del torrente “Lara” – dove, nelle scorse ore, è stata ritrovata una notevole quantità di pneumatici usurati e di componenti plastiche bruciate, probabilmente, per separarle dal rame. Quasi contemporaneamente ci è giunta segnalazione – corredata da foto – della sistemazione maldestra (da parte di alcuni cittadini) di secchi per la raccolta differenziata e di oggetti ingombranti più o meno consistenti per dimensioni, lungo la via Eugenio Altomare di Rogliano. Uno spettacolo indecoroso che abbiamo il dovere di segnalare (e denunciare) nell’interesse di chi, ogni giorno, con civismo e senso del dovere si preoccupa di mantenere il giusto decoro nel posto in cui vive, lavora o si trova temporaneamente in vacanza.

Data: 14 giugno 2017.

*direttore responsabile

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