La (nuova) A2 tra cantieri, spot e vittime innocenti *

di Gaspare STUMPO *

L’HANNO ribattezzata “Autostrada del Mediterraneo” ma dalle caratteristiche di autostrada possiede ben poco, almeno in certi punti, tanto da ricordare i “nastri d’asfalto” difficili e pericolosi presenti in diverse parti del mondo. Arterie più o meno trafficate, tortuose, costruite in ambienti orograficamente ostili, teatro di situazioni di estrema gravità per chi le percorre, e spesso di incidenti mortali. Il contrario (o quasi) di ciò che dovrebbe essere una strada moderna, efficiente, sicura per gli automezzi in transito e per i loro occupanti. Oggi, sull’A2, una delle prove evidenti di un disagio divenuto perenne è rappresentata, tra gli altri, dai nuovi lavori di manutenzione che interessano il tratto compreso tra gli svincoli di Cosenza Sud e Rogliano-Piano Lago. Circa otto chilometri di doppio senso di circolazione (nella foto) su corsia unica lungo i quali si muovono – da Nord a Sud e viceversa – migliaia di auto, tir e pullman, in condizioni-limite sia per la lunghezza del “percorso obbligato” che per le sue stesse caratteristiche.

Su questa parte di autostrada non sono consentite, infatti, né distrazioni né momenti di stanchezza: basta un attimo di mancata concentrazione o di non rispetto delle regole e la “frittata” è fatta! Solo a pensarci vengono i brividi! Chi è costretto a viaggiarvi per motivi di lavoro (o per altro) è cosciente della situazione in cui viene a trovarsi quando la percorre tra Cosenza e Rogliano. O quando prosegue verso Lamezia – tra Rogliano ed Altilia – dove gallerie, viadotti e curvoni sono lo specchio di un tracciato ormai logoro, certamente superato per concezione ambientale, architettonica e strutturale.

Oltretutto, contrariamente ad alcune previsioni contenute nel progetto di ammodernamento questo tratto del Savuto non è stato interessato da lavori “di variante” – ma solo da interventi di adeguamento in buona parte rappresentati dalla sistemazione del piano viabile e dalla implementazione di segnaletica e barriere di protezione. Parlare nella fattispecie di “inaugurazione” o, addirittura, di infrastruttura “in grado di valorizzare la bellezza del Mezzogiorno” ci sembra, quindi, piuttosto eccessivo. Del resto, l’ottimismo trapelato dopo il 22 dicembre 2016 appartiene più al mondo degli spot che a quello reale. Altro restyling! Altro che abbattimento dei tempi di percorrenza! Altro che turismo e cultura! La (ex) Salerno-Reggio Calabria continua ad essere una sorta di Tela di Penelope, un “cantiere aperto” – un eterno motivo di discussione (e polemica) di stampo nazional-popolare che per l’estremo lembo della Penisola ha già oltrepassato il mezzo secolo di vita.

Bene hanno fatto, dunque, Adiconsum e Codacons ad usare toni duri all’indomani dell’ennesimo, tragico, incidente avvenuto nella zona tra Laino Borgo e Mormanno. Bene hanno fatto i sindaci del Savuto a lamentarsi rispetto ad una situazione diventata insopportabile, che rischia di degenerare con l’aumento dei flussi veicolari da e per le zone di mare.

Certamente, la Calabria non più tollerare situazioni che definire imbarazzanti è poca cosa.

Data: 28 giugno 2017.

*direttore responsabile ( gasparemichelestumpo@pecgiornalisti.it ).

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