Caldo africano, siccità, penuria d’acqua ed incendi: in emergenza anche il Savuto. A Santo Stefano di Rogliano il fuoco lambisce il Santuario*

di Gaspare STUMPO *

OLTRE quaranta gradi a Cosenza, trentasei a Rogliano e in altre Comunità del Savuto, una situazione climatica-limite per intensità e durata che per diversi giorni ha gettato nello sconforto cittadini ed amministratori locali. L’ondata di caldo torrido proveniente dal Nord Africa, l’umidità, hanno creato disagi su tutto il territorio regionale; in provincia principalmente nell’area urbana e nelle zone interne pianeggianti dove sono state registrate temperature anomale che non si verificavano da almeno dieci anni. Una bolla d’aria sub tropicale che ha rischiato di ripercuotersi sull’ambiente e sulla salute delle persone, condizionando il sistema di approvvigionamento idrico della quasi totalità dei Comuni e costringendo i sindaci ad emettere ordinanze di divieto di utilizzo sproporzionato (e maldestro) dell’acqua potabile da parte dei residenti. In più, incidendo sulle coltivazioni e creando difficoltà negli allevamenti animali. In queste settimane la siccità (-40% di precipitazioni) ha messo a dura prova il sistema agricolo per via della mancanza di pioggia con situazioni allarmanti anche per quanto riguarda le produzioni legate al bestiame. Un periodo di caldo record (il secondo dall’Ottocento ad oggi) che ha prosciugato bacini e corsi d’acqua rendendo il terreno secco, arido e inospitale. In più, alimentando incendi (oltre 500 in Calabria nelle ultime 24 ore) con danni per diversi milioni di euro. Uno di questi ha interessato l’area circostante il Santuario di Santa Liberata, a Santo Stefano di Rogliano (nelle foto), dove le fiamme hanno distrutto vegetazione ma soprattutto gli alberelli piantati in onore dei “nuovi nati” provocando risentimento all’interno della popolazione. L’inizio di questa settimana all’insegna di temperature più fresche (e gradevoli) è stato salutato con sollievo da quanti, per esigenze lavorative o domestiche, non hanno potuto raggiungere i luoghi di villeggiatura. Un contesto che per quanto hanno preannunciato i meteorologi è destinato ad una breve durata per via del rafforzamento dell’anticiclone e di una evoluzione termica che prevede nuove ondate di calore tra giovedì e venerdì, soprattutto nel Mezzogiorno. Un’estate, dunque, che si preannuncia alquanto “rovente”.

Data: 03 luglio 2017.

*direttore responsabile gasparemichelestumpo@pecgiornalisti.it )

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