Rogliano, fra Domenico e suor Marilù hanno emesso i voti perpetui. Cerimonia nella Chiesa di San Pietro. Dal vescovo “vicinanza nella preghiera”

HANNO consacrato la vita al Signore emettendo i voti solenni (povertà, castità ed obbedienza) dopo un percorso umano e spirituale particolare e per certi aspetti unico per come si è sviluppano negli anni: la famiglia, gli amici, la parrocchia, la scuola ma, soprattutto l’amore verso Dio che si è manifestato nella riflessione, nello studio e nell’arte. Fra Domenico e Suor Marilù da ieri sono “sposi della Chiesa” – e in virtù di ciò continuano – con pienezza – la missione nella Fraternità Amici di Gesù Buon Pastore, Comunità di frati e suore che ha sede a Rometta, in provincia di Messina. Una vocazione non priva di prove e segni, ricca di slanci emotivi, che ha trovato sostegno nella capacità di interazione (e comunicazione) espressa nella musica, nel canto e nella pittura. Una esperienza che li ha messi a contatto con le persone, con i luoghi della preghiera facendone una intensa testimonianza di vita e di fede. “L’amore è fuoco che consuma, è vivo e, come il fuoco se non brucia, se non scotta, non è veramente fuoco. Così anche l’amore se non opera, se non soffre, se non si sacrifica non è amore …”. Una frase, questa, che ben rappresenta il cammino intrapreso da Domenico e Marilù Greco, in un alternarsi di sensazioni vissute tra il “rumore del mondo” e il “silenzio monastico” – per una scelta matura, radicale ma consapevole, in linea con una “chiamata” che non è mai casuale. La professione perpetua è avvenuta nel giorno di Maria Santisima delle Grazie, presso la Chiesa di San Pietro, il posto in cui i due giovani religiosi hanno avvertito i primi “aneliti” del cammino vocazionale. Hanno concelebrato la Santa Messa padre Maurizio Vaccaro, fondatore (e custode) della Fraternità messinese, assieme al parroco don Santo Borrelli e al delegato episcopale don Pasquale Traulo. Una cerimonia (nelle foto) dal significato profondo, storica per la città di Rogliano, condivisa dalla parrocchia con i componenti della Comunità di Gesù Buon Pastore, i fedeli giunti dalla Sicilia e diverse autorità civili, ecclesiastiche e militari. Un momento di grande commozione che ha coinvolto i presenti ma soprattutto i parenti (in primis la mamma, signora Vera, e la sorella Giuliana) e gli amici. Nelle ore precedenti, fra Domenico e suor Marilù avevano incontrato l’arcivescovo di Cosenza, mons. Francescantonio Nolè (nella foto) che aveva ribadito loro “vicinanza nella preghiera”.

Gaspare Stumpo

Data: 03 luglio 2017.

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