“Una festa per riprendersi la strada” *

di Domenico BILOTTI*

ALLA FINE degli anni Novanta una stucchevole discussione a distanza coinvolse il semiologo e scrittore Umberto Eco e il musicista, rapper e performer J. Ax. Si parlava di street art, writers e controculture metropolitane (i cui principali esponenti in Italia, ovviamente, non furono invitati a intervenire). Il professor Eco riteneva che la graffiti art, anche nelle sue manifestazioni qualitative più elevate, finisse per deturpare i luoghi storici e artistici di Milano: non era in discussione il valore creativo dei writers più validi, ma il gesto in sé di affrescare con teche clandestine luoghi di tutti. Il noto studioso concludeva con ironia, ma forse in errore. Nessuno sarebbe contento se i grandi pittori rinascimentali venissero nottetempo a pitturarci con le loro opere più belle le pareti di casa. Questo affermava … ma chi lo dice che non saremmo contenti? E siamo poi sicuri che la strada e la stanza da letto siano la stessa cosa? J. Ax da parte sua ribadiva come gli eredi contemporanei delle maggiori tradizioni artistiche fossero proprio gli esponenti della graffiti art, che portavano su strada e senza committenti piccole gemme di vita urbana. L’arte di strada nulla ha a che vedere col vandalismo occasionale, screanzato, ritorsivo, inguardabile, convenzionale, pecoreccio: è semplicemente un’altra cosa e, quasi vent’anni dopo quel dibattito, aumenta il numero di persone che se ne accorge.

Dal 2012 esiste in Calabria un festival che prova a superare le tesi dello scrittore e del rapper, ma soprattutto a renderle meno distanti dal contatto diretto con la street art (o sarebbe meglio dire: le street arts) dando viva voce a chi ne fa e realizza giorno dopo giorno, anno dopo anno. Minuto su minuto. Si tratta del Gulìa Urbana – Street Art Festival, che gioca proprio sulla denominazione tipicamente vernacolare dell’appuntamento: “gulìa” è la voglia sfiziosa, il desiderio intelligente, raro e non conforme, il moto di intelligenza che trasforma l’occasionale ghiribizzo in una splendida circostanza collettiva. Promotori di questa festa dal nome evocativissimo sono i ragazzi dell’Associazione Rublanum di Rogliano, che si dedicano a una consapevole rivalorizzazione del Savuto incrociando usi locali, glorie zonali e linguaggi meticci assolutamente contemporanei. Quest’anno hanno deciso di fare le cose in grande, anche perché, scarsissimamente rappresentata dai media, c’è una risposta di realtà regionale molto forte e bella: “Gulìa” diventa desiderio giocoso itinerante, portando una carovana di new wave painters in giro per la Calabria. Parterre de roi, si sarebbe detto, ed eccoli qua. Maestri di teca e muro come Punch311, Zeta e Cheone inizieranno a Parenti dal 21 al 23 luglio, impegnati nel processo di riappropriazione di aree urbane disagiate e negli anni dequalificatesi. Vesod da Torino farà la stessa cosa dall’8 al 10 agosto a Rogliano, sempre in un caloroso ed estivo connubio tra arte di strada e partecipazione popolare spontanea, con pietanze, balli e festeggiamenti in loco. Completeranno il tour una data a Pedivigliano (11-13 agosto) e poi la grande chiusura nuovamente nella natia Rogliano, appuntamento in progress quanto a trovate, programmi e iniziative.

Questi momenti di liberazione partecipativa al massimo grado di fantasia verranno spontaneamente convissuti e condivisi da migliaia di giovani e meno giovani che timbreranno una volta di più il vero bisogno impellente dello street core: dare voce alle persone trasformando i luoghi.

*docente presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro.

Data: 11 luglio 2017.

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