“Portatori di diritti, non clandestini”. Rogliano, iniziativa del Centro Accoglienza migranti. Presto una sede del Cpia

“PORTATORI di diritti e non clandestini”. Sono circa i centocinquanta giovani, la maggior parte uomini, di diversa etnia e confessione religiosa, ospiti del Centro di Accoglienza Straordinario di Rogliano, la cui vicenda – assieme a tante altre riguardanti il fenomeno immigrazione – è stata oggetto di discussione nel corso di un incontro tenutosi questa mattina presso la sala municipale. Alla iniziativa (nelle foto) hanno partecipato (e sono intervenuti) il delegato comunale alla Cultura, Antonio Simarco, la direttrice del Cas, Laura Gentile, gli avvocati Silvana Guglielmo e Tonino Barberio, l’assistente sociale Antonella Adilardi e la preside del Cpia di Cosenza, Rosita Paradiso. L’immigrazione nella sua complessità, le disuguaglianze sociali, lo sfruttamento, l’incapacità ad accogliere frutto delle discriminazioni culturali, soprattutto l’inganno, i maltrattamenti, la tutela giurisdizionale, questi gli argomenti trattati nel corso delle relazioni. “La nostra – ha spiegato Simarco – è una Comunità accogliente, inclusiva. I migranti ne fanno parte, sono entrati nelle famiglie, hanno voglia di integrarsi e vivere una vita dignitosa. Per quanto ci riguarda – ha aggiunto il delegato comunale – abbiamo messo a disposizione le nostre strutture e collaboriamo – per quanto è possibile – con le associazioni umanitarie”. Si, dunque, all’accoglienza, no al populismo e alla comunicazione distorta. “Gli ospiti del Cas di Rogliano sono persone assolutamente normali. Molti di loro – ha spiegato Laura Gentile – hanno stretto amicizia e vivono a contatto con la popolazione. Quasi tutti, purtroppo, si portano dentro il dramma per le sofferenze subite durante l’estenuante viaggio”. Una umanità portatrice di valori, dunque, che vuole dimenticare, riscattarsi e costruirsi un futuro lontano da guerre, povertà e carestie. Il Centro di Accoglienza di località ‘Manche’ collabora, ricordiamo, con le istituzioni locali, il mondo del volontariato, la Prefettura e la Questura. Il programma del Cas prevede attività che riguardano l’apprendimento della lingua italiana, laboratori di teatro, corsi di educazione civica, servizi di consulenza legale e tutoraggio in rapporto alle richieste che attengono allo status di rifugiato. Tra i migranti è stata costituita anche una rappresentativa sportiva i cui componenti si allenano e organizzano, periodicamente, partite e tornei di calcio. L’evento, che ha sancito anche la consegna di attestati, è stato seguito da amministratori locali, sindacalisti, operatori ed animatori sociali. Presenti, tra gli altri, i dirigenti di Auser e di Meet Project. Al termine della manifestazione è stata annunciata, per il 4 agosto prossimo, la prima festa del Savuto organizzata da “Libera età” – rivista del sindacato nazionale pensionati Cgil. Possibile l’apertura di una sede del Centro Provinciale Istruzione Adulti (Cpia) per la formazione di persone che non sono in possesso di titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione.

Gaspare Stumpo

Data: 13 luglio 2017.

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