Da Bianchi a Corazzo. Tra fede, storia e cultura imitando il “cammino di Compostela”. Esperienza per i giovani del Grest

TRA FEDE, storia e cultura è stato il pellegrinaggio che ha entusiasmato i ragazzi del Gruppo Ricreativo Estivo (Grest) che sull’imitazione del Cammino di Santiago di Compostela (Spagna) è stato proposto quello locale dall’Abbazia Santa Maria di Corazzo, Carlopoli (Catanzaro) alla Parrocchia San Giacomo Apostolo di Bianchi. La tappa di 5 km, organizzata nel giorno della vigilia dei festeggiamenti del patrono di Bianchi, San Giacomo per l’appunto, ha interessato e animato circa 150 ragazzi guidati da don Serafino Bianco, Don Giuseppe Trotta e da suor Elena e suor Luisa, alle quali si sono uniti molti genitori non solo di Bianchi ma anche dei paesi limitrofi. Per l’occasione e per la prima volta è stata vidimata la “Credenziale del pellegrino”. Un pomeriggio entusiasmante sotto le mura dell’Abbazia (6mila visitatori anno) dove i ragazzi hanno dato prova della loro bravura proponendo alcuni balli e canti di epoca medievale.

L’esperienza del Cammino (Francia-Spagna) che si compie ripercorrendo la strada che porta alla tomba di San Giacomo, percorsa, dalla fine del primo millennio ad oggi, da milioni di pellegrini, è una esperienza di vita che può rappresentare un momento importante della vita e che può indicarci che esistono strade nuove da percorrere. Forte di questa convinzione e del collegamento fra Bianchi e l’Abbazia circestense di Corazzo, cui fu abate anche il grande filosofo Giochino da Fiore, dove compose le sue principali opere, Don Serafino, sulle tracce di Santiago ha riproposto per il secondo anno l’entusiasmante Cammino. In una chiesa gremita, nel corso dell’omelia, il sacerdote ha ripercorso alcune tappe della storia del Santo, spiegato il significato delle tre cose più importanti e necessarie al pellegrino lungo il Cammino, ossia “La Capasanta o conchiglia”, simbolo del pellegrinaggio nella città di Santiago de Compostela; “Il bastone”, segno di potenza e presenza di Dio e infine e la “zucca” (borraccia)riserva d’acqua, vidimato le credenziali e consegnato ai giovani la conchiglia del camminatore.

Pasquale Taverna

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