“L’emigrazione è un fiume che scorre nel tempo”. Il tema trattato alla 1^ ‘Festa di LiberEtà’. Don Vincenzo Filice: “accogliere è un dovere di ogni cristiano”

“NON avevamo niente, mangiavamo erba e vedevamo i nostri amici morire”. Definire drammatico ciò che in realtà è disumano, forse è poco e anche ingiusto. L’esperienza della migrazione, della fuga dalla persecuzione e dalla fame, è atroce e spesso mortale. La brutalità per le condizioni di vita nell’esodo si legge negli occhi di Dramane Kontao, anche la sua voce sembra condizionata dalla sofferenza. Il ventunenne di origini maliane ha raccontato il senso e le vicissitudini del “viaggio” verso un mondo migliore. Il mondo del diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della persona. Che è quello della Dichiarazione Universale, che rappresenta un valore assoluto. Kontao ha parlato nel corso della iniziativa “Emigrazione, immigrazione, una storia senza tempo” – promossa nell’ambito della 1^ ‘Festa di LiberEtà’ di Spi Cgil, che si è tenuta nei giorni scorsi a Rogliano. Un tema attuale, complesso, complicato, a volte distorto. “Quello dell’uomo nomade rappresenta il segmento più lungo nella storia della umanità”. Per il professor Leonardo Falbo, infatti, leggere correttamente il fenomeno dipende da come “si studia e da come si insegna la storia”. Una questione anche culturale, dunque, che si presta – purtroppo – a strumentalizzazioni di tipo politico e massmediatico, spesso criminale, in rapporto ad un problema frutto della globalizzazione e della post modernità. “L’emigrazione è un fiume che scorre nel tempo – ha spiegato don Vincenzo Filice. I migranti rischiano tutto pur di fuggire da situazioni tragiche, penalizzanti, che non presuppongono rimedi immediati”. Così come il docente, il sacerdote ha analizzato il fenomeno dal punto di vista storico ed antropologico. Ma anche sociale, quando ha ribadito che “sicurezza ed integrazione devono andare a braccetto”. Don Filice si è soffermato sulla posizione ufficiale della Chiesa (del Papa e di molti vescovi) – che è quella di accogliere i disperati e i diseredati – e ha denunciato le situazioni di ambiguità presenti in diverse Comunità ecclesiastiche. “Accogliere, proteggere, promuovere, integrare è un dovere di ogni cristiano”. Al convegno (nella foto), hanno partecipato (e sono intervenuti) pure Franco Adamo (Spi – Cgil), Massimo Iacci (Cgil), Arianna Fortino (Auser) ed Antonio Simarco (delegato comunale alla Cultura). Tra gli altri, sono stati presenti Osvaldo Mancuso, Teresa Altomare e Franco di Nardo (Cgil), numerosi attivisti, componenti di associazioni del volontariato e ospiti del centro di accoglienza di contrada ‘Manche’. La due giorni di Spi Cgil, che si è tenuta all’interno del Parco Urbano, ha trattato anche l’argomento del Welfare. In serale, l’evento è stato allietato dalle esibizioni musicali del maestro Angelo Trombino e del gruppo ‘Svapurati Folk’ (nella foto). Nell’occasione, la Spi Cgil ha criticato l’assenza dei rappresentati delle Amministrazioni comunali del Savuto “a parte – hanno detto – quelle di Rogliano e di Santo Stefano di Rogliano, che hanno mostrato disponibilità e sensibilità verso i temi in discussione”.

Gaspare Stumpo

Data: 08 agosto 2017.

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