“Andrea, ti voglio salutare come si farebbe con i cavalieri perché tu su questa terra sei stato un vero cavaliere”

SI SONO SVOLTI nel tardo pomeriggio di ieri, presso il Santuario di Santa Liberata, i funerali di Andrea Arcuri, il trentanovenne originario di Santo Stefano di Rogliano, venuto a mancare in seguito ad un grave incidente stradale accaduto giovedì scorso lungo la Statale 18, nel territorio di Nocera Terinese, sul Tirreno Catanzarese. Andrea (nella foto) si stava recando al lavoro assieme ad un’altra persona (che nell’occasione è rimasta ferita) quando, per cause in via di accertamento, la sua Fiat Panda si è scontrata con una Volkswagen Passat il cui conducente è rimasto illeso. La notizia ha provocato forte sgomento a Santo Stefano e nel resto delle Comunità del Savuto, dove gli Arcuri sono molto conosciuti e stimati. Il dramma segue di qualche settimana quello che ha colpito la famiglia Turco di Belsito per la morte del giovane Pietro in seguito ad un altro sinistro avvenuto sempre sulla strada, nei dintorni di Malito. Cosi come Pietro, Andrea era un ragazzo perbene, laborioso, educato. Un uomo che credeva nelle sue idee e le difendeva rispettando quelle degli altri, anche quando si dimostrava critico rispetto a posizioni che non condivideva. Era così quando si rapportava con le persone: quando discuteva di politica o quando assisteva alle partite di calcio del Cosenza di cui era acceso sostenitore. Un ragazzo intelligente, uno di quelli che non amano i compromessi, una persona libera, un amicone. Faceva parte di un gruppo e si batteva per l’ideale, convinto di non potere salvare il mondo ma di contribuire comunque a migliorarlo – attraverso l’impegno e l’attivismo – in nome della giustizia e dell’equità sociale. I messaggi – davvero tanti – lasciati sulla bacheca del suo profilo Facebook, sono una testimonianza di affetto sincera verso l’uomo, il suo essere tra gli altri, il pensiero, la  sete di ricerca per la verità. “Non dimenticherò mai – scrive un amico – la persona che eri. Un uomo giusto. Un uomo buono. E comunque ti voglio salutare come si farebbe con i cavalieri perché tu qui su questa terra lo sei stato. Che tu possa avere sempre il vento in poppa, che il sole ti risplenda in viso e che il vento del destino ti porti in alto a danzare con le stelle”. Una folla immensa lo ha salutato sulla collina del Tirone (al termine della funzione religiosa officiata da don Franco Spadafora) che per l’occasione si è colorata di rosso e di blu, i colori che lui amava e portava nel cuore. “La nostra Comunità – ha scritto il sindaco Lucia Nicoletti – resta orfana di un figlio, un meraviglioso e straordinario ragazzo”. Davvero una triste estate! Improvvisamente, prima Dieter, poi Pietro e, infine, Andrea. Ci mancheranno ma resteranno tra i nostri ricordi più belli. Facciamo nostre le parole del fratello Roberto: Andrea è vivo, nella marea di telefonate ricevute, nei social tempestati da messaggi di ricordi e conforto, negli amici che stanno venendo a portare un sentimento di vicinanza a casa dei miei genitori, negli articoli di giornale, nei servizi televisivi, nella curva di uno stadio ,nella Amicizia Vera anche difronte all’irreparabile …”. 

Alla famiglia Arcuri giungano le condoglianze dell’intero staff di savutoweb.it

Gaspare Stumpo

 

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