Coldiretti Calabria: “dalla Regione solo slogan su aree interne e prodotti di montagna. Così non va”

LE TRENTADUE sanzioni elevate ad agricoltori dal Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza per presunto prelievo abusivo dell’acqua per irrigazione sul territorio silano poiché irrigavano produzioni agricole, evidenziano il disinteresse ed i ritardi da parte della Regione sulla regolamentazione e gestione della risorsa acqua in Sila. La gestione idrica dell’altopiano silano rappresenta una delle tante contraddizioni calabresi: i laghi artificiali vengono sfruttati dalla multi – utility A2A S.p.A. per la produzione di energia idroelettrica e gli agricoltori sono senza autorizzazione per l’utilizzo dell’acqua. “Tutti sappiamo – commenta Molinaro presidente di Coldiretti Calabria – che l’altopiano Silano è l’area di coltivazione della “Patata della Sila IGP” ed inoltre, in queste straordinarie ed uniche aree interne, ci sono allevamenti importanti quindi – continua – è la presenza degli agricoltori che garantisce un presidio sociale ed ambientale evitando lo spopolamento e l’abbandono definitivo”. Queste motivazioni hanno spinto Coldiretti ed ANBI-Calabria a sollecitare, oltre due anni fa, il presidente Oliverio ed il Dipartimento Agricoltura Regionale, a riequilibrare l’utilizzo delle acque silane in favore dell’agricoltura ridiscutendo le convenzioni con A2A. “Si opera su un doppio e contraddittorio binario – rilancia Molinaro – si chiede agli agricoltori di non abbandonare le aree interne ed in particolare la montagna calabrese (ricordiamo gli slogan sulla Strategia Aree Interne), si esaltano i successi nella valorizzazione dell’IGP Patata della Sila, si plaude alla strategia nazionale del MIPAAF per rafforzare la riconoscibilità delle produzioni delle aree interne con la denominazione “Prodotto di Montagna” e poi non ci si preoccupa di garantire la permanenza degli agricoltori ad iniziare dall’assicurare la disponibilità dell’acqua per l’irrigazione che è cruciale per mettere a punto scenari in grado di garantire futuro alla nostra Regione. È l’ennesimo episodio di ritardi ed inefficienza – rimarca – che vede un Dipartimento Agricoltura senza visione strategica in favore dell’agroalimentare. Dopotutto proprio in questi giorni abbiamo avuto l’ennesimo esempio con il “tentativo” di garantire l’acqua proveniente sempre dai laghi silani ai produttori di finocchi di Isola Capo Rizzuto (KR) con un atteggiamento superficiale, in ritardo e sbilanciato verso A2A come peraltro ha fatto notare anche il sindaco di Isola Capo Rizzuto Gianluca Bruno. Gli agricoltori non possono continuare a pagare i danni per ritardi e sottovalutazione politica sul “bene acqua” – indispensabile per poter produrre le eccellenze agroalimentari, che inspiegabilmente si continua a lasciare in gestione a soggetti che sfruttano la risorsa calabrese corrispondendo canoni ridicoli e soggiaciono a pochi controlli; questo in presenza tra l’altro di forti cambiamenti climatici, ormai strutturali, che sempre di più rendono indispensabile la risorsa acqua. Ribadiamo che così non va! Coldiretti – conclude Molinaro – affiancherà gli agricoltori nell’opposizione alle multe ricevute ed incalzerà la Regione Calabria affinché eserciti l’indispensabile ruolo Istituzionale di un riequilibrio dell’uso dell’acqua in favore dell’agricoltura”.

Data: 22 agosto 2017.

Fonte: Coldiretti Calabria.

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