Rogliano, il Consiglio comunale conferisce la Cittadinanza Onoraria a don Santo Borrelli. “E’ stato parroco tra la gente”

IL CONSIGLIO Comunale di Rogliano ha conferito, alla unanimità, la Cittadinanza Onoraria al reverendo don Santo Borrelli, parroco di San Pietro e San Giorgio, dai prossimi giorni alla Parrocchia San Michele Arcangelo in Donnici (Cosenza). Il sacerdote è in attesa infatti di lasciare la Comunità che ha amato e dalla quale ha ricevuto, in tanti anni di permanenza, gratitudine e attestati di stima. “La nostra città – ha detto il sindaco Giovanni Altomare – ha avuto in don Santo un punto di riferimento nella umana comprensione, nel caritatevole conforto, nell’assistenza aperta e solidale, nella bontà più genuina espressa in ogni iniziativa che ha riguardato, tra le altre cose, anche il recupero del patrimonio storico ed artistico. Seminatore di bene e di concordia, umile, attento alla liturgia e alla preghiera, egli, con la massima aderenza alla vocazione ha dato lustro e credibilità alla Chiesa più francescana. Quella Chiesa impegnata ad affermare il senso autentico della missione”. Don Borrelli, ricordiamo, ha svolto il suo lavoro pastorale prima a Mangone, poi a Rogliano. Ha rivestito il ruolo di cappellano del presidio ospedaliero ‘Santa Barbara’ e diversi altri incarichi nella Arcidiocesi Metropolitana di Cosenza-Bisignano. In occasione del venticinquesimo anniversario di sacerdozio, nel dicembre 2014, l’ex sindaco Giuseppe Gallo aveva annunciato il conferimento della benemerenza civica “per il rapporto di amore con la Cittadina mai in discussione anzi, sempre più forte col passare degli anni”. All’evento di ieri (nelle foto e nel video) hanno partecipato il Prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao (che ha salutato i presenti), il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Fabio Ottaviani, l’ufficiale della Guardia di Finanza, il Questore di Cosenza, Giancarlo Conticchio, il vice questore aggiunto Pietro Gerace, i sindaci di Belsito, Antonio Basile, di Mangone, Orazio Berardi, di Paterno Calabro, Lucia Papaianni, di Santo Stefano di Rogliano, Lucia Nicoletti, altre autorità, esponenti del mondo dell’associazionismo, quindi, le Suore Canossiane, i parenti e moltissimi amici del sacerdote. Ciò, a testimonianza del legame, straordinario, che il sacerdote ha saputo stabilire con la gente e le istituzioni. Un legame che ha travalicato i confini parrocchiali fino a toccare il resto delle realtà del Savuto e del Cosentino. Un legame contraddistinto da una forte disponibilità e vicinanza verso le persone (i poveri, gli ammalati, gli emigrati e gli immigrati), intriso di sentimento e di partecipazione emotiva soprattutto nella difficoltà e nella sofferenza. Quella di don Santo è stata una presenza discreta ma concreta, che ha inciso nel tessuto sociale sia per quanto riguarda la pastorale religiosa, sia per quanto riguarda i momenti di aggregazione e di promozione culturale, compresi gli avvenimenti che hanno interessato la Scuola, la formazione, il volontariato e lo sport.

“Diventare cittadino onorario della nostra meravigliosa Rogliano è la conferma del mio sentirmi profondamente parte di questa Comunità. Io – ha affermato il prelato – mi sento e sono roglianese. Come non esserlo dopo aver condiviso con voi circa metà della vita. Sono nato a Pentone, ho vissuto la mia infanzia a Mendicino e a ventotto anni, dopo gli studi teologici, sono arrivato in questa città. All’epoca ero timido e inesperto; ho fatto pure degli errori ma camminando e innamorandomi di ognuno di voi ho imparato a fare il prete. Mi sono inventato di tutto pur di rinnovarmi, cercando di inculcare la fede e accogliendo le sfide del cambiamento”. Nella stessa occasione il sacerdote ha ricordato le tappe della sua esperienza: il contatto con le famiglie, quello con i giovani, la condivisione di momenti di gioia e dolore, le occasioni di festa, i pellegrinaggi, la devozione verso l’Immacolata Concezione, il pensiero per il futuro della Comunità, il senso di accoglienza di quest’ultima, la sua fede, le manifestazioni di affetto dopo l’annuncio del trasferimento. “Ora che sono chiamato a svolgere il mio ministero in altra sede, questo distacco – ha precisato il parroco – diventa meno traumatico nel sapere che la Comunità mi resta vicina”. Don Borrelli ha regalato al Consesso un quadro della Immacolata Concezione (Patrona e Regina della Città di Rogliano) sottolineando “come i nostri antenati nel pericolo si sono affidati a Maria senza restare delusi, così anche noi, affidandoci alla Vergine, vogliamo camminare sicuri verso una società più giusta”. Al neo cittadino benemerito si sono rivolti anche gli esponenti del Civico consesso. “Consegniamo questo riconoscimento a don Santo Borrelli – ha ribadito il presidente dell’Assemblea, Salvatore Spadafora – per essere stato, in un quarto di secolo, una delle figure più apprezzate ed amate dai roglianesi. Questo conferimento, pertanto, ha il sapore del ringraziamento per una vita spesa in favore della nostra cittadina”. “Ti ringrazio per aver giocato con noi il gioco della vita. Per aver giocato tutto te stesso con noi, nel bene e nel male. Perché – ha aggiunto Cristina Guzzo (Esserci per Fare) – ci hai dimostrato, con la tua scelta di vita, che ovunque si va si può essere e si deve essere il sale della terra”. “Abbiamo inteso celebrare, unanimemente, con la Cittadinanza Onoraria, un uomo, un prete che ha adempiuto al suo dovere con amore nei confronti della Comunità. Don Santino – ha proseguito Mario Buffone (Un’Altra Rogliano) – è stato il parroco di tutti, apprezzato e stimato nell’intera Vallata”. “E’ stato un sacerdote presente, altruista, ha amato la gente ed è stato un riferimento. Il ricordo della sua permanenza resterà nel cuore di ogni roglianese” – così, invece, Antonio Simarco (Roglianoditutti). Don Borrelli ha ricevuto anche gli auguri della sua Comunità di origine, Mendicino. “Voglio esprimere – ha scritto il sindaco Antonio Palermo – il più sincero compiacimento per la volontà del sindaco di Rogliano di conferire tale importante onorificenza a don Santino Borrelli, che so quanto ha avuto modo di farsi apprezzare per le su indubbie qualità umane e morali”. Al termine della cerimonia, che si è svolta presso la sala consiliare ‘Patrizia Zumpano’ –  è seguito un rinfresco nel vicino Museo di Arte Sacra.

Gaspare Stumpo

Data: 31 agosto 2017.

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