“Tutto passa solo l’amore resta”. Don Santino saluta i parrocchiani: “non è facile lasciarvi ma bisogna andare dove Dio ci conduce”

E VENNE il giorno del distacco. Un giorno che la stragrande maggioranza dei roglianesi ricorderà per la commozione legata al trasferimento ad altra sede di don Santo Borrelli, parroco per venticinque anni, conosciuto e fortemente legato alla Comunità. Nelle ore precedenti, ricordiamo, il prelato aveva ricevuto al Cittadinanza Onoraria in quanto “personalità di Chiesa che ha dimostrato, pienamente, di saper meritare l’affetto, la stima e la solidarietà di tutto il popolo di Rogliano”. Il saluto è avvenuto al termine di una funzione religiosa che si è tenuta nel Duomo, in orario serale, alla presenza di autorità civili, militari e dei rappresentanti delle associazioni cattoliche. Un grande folla di persone. Enorme, infatti, è stata la presenza di fedeli giunti dalle diverse Comunità del Savuto per assistere alla celebrazione eucaristica e salutare il sacerdote. “Don Santino è e sarà cittadino di Rogliano. Cittadino in una Comunità di concittadini che a lui continuerà a guardare come punto di riferimento per il rafforzamento della propria fede, come ancora di salvezza cristiana e come approdo nei momenti di maggiore difficoltà. Caro don Santino – ha detto il sindaco Giovanni Altomare – con te abbiamo conosciuto un fratello maggiore, un amico sincero, una guida di massimo affidamento. Sei stato molto prezioso per i giovani, di conforto e di sollievo per gli ammalati, sei stato un seminatore di bene, di amore, di concordia, di umanità vera. Sei stato un animatore impareggiabile per la nostra Città, un attento costruttore di integrazione. Hai dimostrato di saper capire l’animo di questo popolo. Un popolo che oggi ti accompagna in un commiato che non è separazione ma comunione di sentimenti che diventano preghiera. Noi – ha concluso Altomare – continueremo a pregare, buon pastore e cittadino di Rogliano per sempre”. La data ha coinciso con il compleanno del sacerdote, che nell’occasione è apparso molto emozionato. Emozionato ed emozionante come le gigantografie (e le magliette) preparate dai gruppi parrocchiali recanti la scritta “tutto passa solo l’amore resta”. Come le note di Misericordes sicut Pater (Misericordiosi come il Padre) che hanno accompagnato l’ingresso nell’Assemblea. Come le parole di suor Luisa Leggieri, la superiora delle Madri Canossiane, presenza silenziosa quella delle religiose di Maddalena di Canossa, discreta ma incisiva nell’organizzazione e nella gestione delle parrocchie cittadine. “Caro don Santino, a nome della nostra Comunità ecclesiale, nelle sue diverse componenti, famiglie, gruppi, bambini, adulti, piccoli e grandi, forti e deboli, tutti santi perché da Dio perdonati mediante il suo ministero sacerdotale, voglio dirti grazie. Grazie per il cammino fatto insieme guardando sempre avanti. Un’espressione di Papa Francesco così dice: <il prete si lascia trafiggere dall’amore del Signore per le genti>. E’ quello che sei stato per noi in questo lungo tempo. Un tempo in cui hai accolto lacrime e sorrisi, delusioni e speranze, desideri di vita nuova. Tante persone, infatti, sono state attratte dal tuo esempio di sacerdote e pastore. Guardando avanti ci disponiamo ad accogliere, con la luce e la forza delle fede, il nuovo che il Signore ci ha preparato. Porteremo con noi la sintesi del tuo appassionato annuncio pastorale: <amate Gesù>. Lo cogliamo come il dono e l’impegno per i prossimi anni, per rendere vero, concreto e leggibile, ciò che ci hai insegnato, donato, affidandoci all’amore di Gesù. Ci presenteremo a don Serafino e a don Davide con questo dono inciso nel cuore e il cammino con loro continuerà. Ti vogliamo bene, pregheremo per la tua nuova missione ma tu ricordati di noi. Insieme siamo la Chiesa in cammino per le strade di questo mondo così bisognoso di Gesù”. In occasione della ultima messa da titolare di San Pietro e San Giorgio, in linea con quello che è uno dei suoi modi di comunicare la Fede  e la Parola di Dio attraverso i segni, don Borrelli ha realizzato (e consegnato) un kit-regalo contenente una lettera alla Comunità, una croce e una immagine-ricordo che lo ritrae nella Basilica di San Pietro in Vaticano prostrato sotto la statua di San Pietro. “Dopo venticinque anni di cammino, quasi la metà della mia vita con voi, mentre stiamo per concludere il nostro giubileo parrocchiale, si conclude anche il mio ministero di parroco in mezzo a voi. Certo – ha spiegato il sacerdote – non è facile capire, accettare e vivere questo distacco ma, come Abramo, per fede siamo chiamati ad uscire dai nostri schemi umani e andare dove Dio ci conduce. E se non è chiaro quello che viviamo, agiamo come Maria che pur non capendo e facendosi tante domande, ha detto al Signore: Eccomi”. “Il nostro eccomi – ha proseguito – è indispensabile per partecipare vivamente al progetto di Dio per noi. Obbedendo a Dio, come i Profeti, i Santi e la Madonna, non ci sbagliamo anche se questo umanamente provoca sofferenza”. “Per noi – ha aggiunto don Santo – l’obbedienza a Dio passa attraverso l’adesione all’agire episcopale del nostro vescovo Francesco che, assistito dalla grazia di stato, ci indica la strada dell’obbedienza come opportunità di rinnovamento di vita. Obbedire significa fidarsi di Dio e in questo momento è indispensabile altrimenti prevarrebbe solo l’umano e questo non solo non costruisce nulla ma, staccato dalla fede, distrugge”. Una lunga missiva, dunque, dove il dispiacere si unisce all’amore, alla convinzione di aver vissuto un spaccato di storia fatto di tappe importanti, non prive incidenti di percorso, di risultati raggiunti, di incontri tra persone (anche diverse) ma accomunate dal desiderio di mettersi in gioco, di raccogliere le sfide e costruire il futuro donandosi sull’esempio di Cristo. Un tempo fatto di allegria e tristezza, di festa e mestizia. Un tempo condiviso, comunque di grazia. Don Santo ha chiesto, quindi, di accogliere i nuovi pastori della Comunità, don Serafino e don Andrea – “come mandati per annunziare il Vangelo. “Amateli e rispettateli”. L’evento (nelle foto) si è concluso con un momento di raccoglimento e preghiera davanti alla Eucarestia. Quindi, con il taglio della torta (a forma di croce) all’esterno del Duomo. Don Borrelli ha lasciato la Forania del Savuto per quella di Cosenza. Dal prossimo 4 settembre guiderà la Parrocchia di San Michele Arcangelo in Donnici. “Vi abbraccio uno per uno e vi lascio con il saluto di San Francesco: il Signore vi dia pace e vi benedica”. Buona strada Don … la tua nuova Comunità è pronta per abbracciarti. E per intraprendere un nuovo viaggio. Avrà in Te una guida eccellente. Ne siamo sicuri.

Gaspare Stumpo

Data: 03 settembre 2017.

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