Mariangela Sicilia: “il Teatro nasce per essere vissuto”. La soprano cosentina si racconta e auspica: “la Calabria investa in Cultura” *

di Gaspare STUMPO*

E’ RIPARTITA per Bologna, la città che l’ha adottata per poi lanciarla nell’Olimpo dell’Opera, in una stagione foriera di partecipazioni e successi che l’ha vista protagonista nei maggiori teatri nazionali ed internazionali. Mariangela Sicilia (nelle foto) assieme alla mamma Paola ha scelto di trascorrere qualche settimana in Calabria, nel Savuto, tra Marzi e Rogliano, dove è cresciuta. Il luogo degli affetti più cari, quelli ai quali è legata e con i quali ama trascorrere momenti di assoluto relax per “riassaporare” il gusto di cose e sensazioni (memorie, sapori e sentimenti) tipiche della terra d’origine. “Amo questo posto e ci torno volentieri. E’ importante ritornare alle origini. I calabresi – afferma – hanno un valore aggiunto che è quello di restare attaccati alle radici, soprattutto quando sono lontani dalla propria terra”. Mariangela ha ripreso a studiare musica, ad allenare corpo e voce, a perfezionale la conoscenza dei testi in vista dei prossimi impegni. Sarà infatti a Dublino e poi, tra le altre tappe, ancora a Bologna per la Bohème, in un cast diretto da Michele Mariotti di cui fanno parte interpreti come Francesco Demuro, Hasmik Torosyan e Nicola Alaimo. E’ seguita dal maestro Fernando Cordeiro Opa, tenore portoghese noto per la sua intensa attività lirico-concertistica e per essere docente di diversi cantanti in carriera. Viene dalla partecipazione a “Viaggio a Reims” di Rossini (per la regia di Damiano Micheletto) in cui ha interpretato il ruolo di Corinna, ricevendo grandi applausi dal pubblico del Teatro dell’Opera di Roma. L’evento è stato trasmesso su Rai 5 il 22 giugno scorso. Una esperienza definita “molto positiva”. La Tv va a teatro anche se “il teatro nasce per essere vissuto dal vivo. Il teatro è il luogo delle emozioni. Noi – assicura la soprano – cantiamo per regalare emozioni. Il nostro è un lavoro ma anche una vocazione che non può prescindere da impegno, passione e concentrazione. Noi, infatti, viviamo il palcoscenico, i suoi cambiamenti, guardiamo negli occhi il pubblico, ne osserviamo le reazioni. Si può dire che il palcoscenico è parte di noi”. Mariangela canta con il cuore ma il suo è un talento innato. Marta Ornelas, moglie di Placido Domingo, se  n’è accorta dispensando elogi e consigli. Ma non è stata la sola a congratularsi: anche il grande pianista Leone Magiera, per anni al fianco del leggendario Luciano Pavarotti, ha speso per lei parole di elogio. L’esibizione nello ‘Stabat Mater’ di Pergolesi a Gerusalemme e Ravenna, la vittoria ad ‘Operalia’ e il debutto al San Carlo di Napoli sono stati un grande trampolino di lancio. “Tuttavia, non bisogna mai pensare di essere arrivati. Il nostro è un mestiere che per il raggiungimento degli obiettivi oltre alla tecnica presuppone tempo, progettualità, sacrifici. Addirittura – ricorda l’artista – ci sono delle opere che si fanno in età matura”. “In questi giorni – prosegue – sono stata molto bene in Calabria. Ho ritrovato amici che non vedevo da tempo e mi sono intrattenuta con persone dalle quali ho ricevuto sorrisi, strette di mano e in bocca al lupo”. Da calabrese la giovane soprano ha parlato della <sua> Cosenza, dove ha studiato pianoforte, e dello stesso Teatro Rendano, che l’ha vista protagonista. Spiega: “il Rendano è un teatro bello che ospita ma non produce. Che sta cercando di risollevarsi con sacrifici. Quello che manca non è il pubblico e nemmeno la tradizione. Manca il contatto con le altre realtà teatrali. Occorre, a mio avviso, attrarre i melomani aprendo la struttura anche ai non cosentini, programmando, investendo in cultura, creando circuiti in grado di collegare la Città con il resto del mondo”. Conclude: “provate la magia del teatro. Fatelo almeno una volta nella vita, scoprirete il fascino di un mondo straordinario: la cura degli allestimenti, la bellezza della musica, il fascino della recitazione”. Come non darle ragione! Il teatro è piacere, arricchimento. Del resto “la cultura è un bene primario come l’acqua; i teatri – diceva Claudio Abbado – le biblioteche, i cinema sono come tanti acquedotti”.

Gaspare Stumpo

*direttore responsabile gasparemichelestumpo@pecgiornalisti.it )

Data: 09 settembre 2017.

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