Nocera Terinese, due emigrati roglianesi ritrovano un manufatto. Solo oggetto curioso? Il fascino della scoperta nella zona dell’antica Terina

TORNA di attualità l’argomento legato alla esatta ubicazione di Terina, l’antica città della Magna Grecia la cui posizione geografica non è stata ancora definita, ma che secondo la tradizione storica si troverebbe nel Comune di Nocera Terinese, sul Tirreno catanzarese, nella zona chiamata ‘Piano di Tirena’. Fondata nel VI° sec. a. C. da coloni crotonesi, dopo alcune dominazioni la Città, ricordiamo, venne distrutta da Annibale nel 203 a. C.. Tuttavia, ad oggi non sono state riscontrate tracce archeologiche tali da comprovare il luogo esatto del sito, nemmeno dopo la scoperta di certe monete (e successivi scavi) nella località di Sant’Eufemia del Golfo (Lamezia Terme). Appare piuttosto suggestivo, pertanto, il ritrovamento di un manufatto alto circa 80 centimetri avvenuto in un’area del lungomare da parte di due emigrati roglianesi, Pierino Vizza e Pietro Sarcone (nella foto assieme al reperto). I due stavano effettuando una passeggiata sulla spiaggia di Nocera – complice il bel tempo di fine estate – quando, all’improvviso, hanno intravisto la sagoma affiorata per metà da una collinetta il cui terreno era stato smosso dalla mareggiata. Il fatto è accaduto sabato scorso. Sorpresi, Vizza e Sarcone si sono adoperati per rimuovere la statuetta (peraltro priva, inizialmente, della testa) e cercare di capire – a primo acchito – natura e provenienza. Se, in effetti, la stessa presentava indicazioni utili, magari clamorose. Da qui la decisione di informare i Carabinieri. Giunti sul posto, i militari dell’Arma hanno verificato l’accaduto provvedendo a far rimuovere e prendere in consegna l’oggetto. Che molto probabilmente sarà esaminato da esperti o dalla stessa Soprintendenza. Occorre sapere, infatti, se si tratta di un reperto comunque curioso ma privo di significato e valore storico perché riconducibile all’attualità (come plausibile a colpo d’occhio), oppure di una testimonianza meritevole di studi ed approfondimenti. Resta, in ogni caso, il fascino della scoperta in una porzione di territorio che evoca miti e leggende. Resta il “comportamento dell’uomo saggio” che scopre e non banalizza sapendo che l’arte è patrimonio di tutti perché sinonimo di ingegno e conoscenza.

Gaspare Stumpo

Data: 18 settembre 2017.

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