Location esclusiva e suggestiva: celebrato a Santa Maria di Corazzo il primo matrimonio civile dal Dopoguerra a Carlopoli

ALL’EX abbazia “Santa Maria di Corazzo” è stato celebrato il primo matrimonio civile del dopoguerra. Ivan di Carlopoli, Simona di Trinitapoli, un borgo medievale della Puglia, felici e sorridenti di una storia d’amore iniziata a alcuni anni fa hanno voluto far partecipi parenti ed amici della loro unione nel suggestivo scenario del Chiostro dell’Abbazia di Santa Maria di Corazzo, che oltre realizzare il sogno di una vita degli sposi ha deliziato e regalato a tutti i partecipanti una straordinaria ed unica emozione per la specificità del luogo. Una location “inusuale” (nelle foto) e inaspettata per gli invitati ma che ha coronato il sogno di Ivan e Simona, grazie alla disponibilità e lungimiranza del giovane sindaco di Carlopoli, Mario Talarico, che già da alcuni anni si prodiga con varie iniziative per valorizzare i resti dell’Abbazia di cui è stato abate anche il grande filosofo calabrese Gioacchino da Fiore. La coppia è giunta a Corazzo su una “500” degli Anni Sessanta, perfettamente funzionante e ben tenuta e il Chiostro che ha ospitato la cerimonia civile è stato addobbato con vasi di fiori bianchi su dei ceppi di legno, e al posto delle comode poltrone per gli sposi c’era un banco di legno artigianale e delle balle di paglia con copertina bianca, al posto delle solite sedei per gli invitati. La cerimonia celebrata dal sindaco Talarico e lo scambio delle fedi nuziali, si è svolta in un splendido pomeriggio di sole accompagnata anche dalle note scandite dalla chitarra che ha formalizzato l’unione di due cuori e la nascita di una nuova famiglia in un luogo speciale di un’atmosfera indimenticabile ed unica che la si potrà assaporare e rivivere sfogliano l’album dei ricordi o rivedere il video. A raccontarci l’evento è stato Raffaele Arcuri, docente presso la Scuola Primaria di Carlopoli e convinto estimatore, oltre che del fascino dell’ex Abbazia cistercense, ma soprattutto sostenitore del più importante bene archeologico del Reventino, volano delle potenzialità “nascoste” del territorio. Dell’antico monastero (1050 circa) oggi sono rimaste in piedi le imponenti mura, luogo – sostiene il docente – che <<conserva ancora intatto tutto il suo fascino e dove ricordiamo l’abate calabrese Gioacchino da Fiore “di spirito profetico dotato” e scrisse alcune delle sue opere più importanti>>.

Pasquale Taverna

Data: 21 settembre 2017.

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