La poesia non appartiene solo al passato: Marcello Di Gianni parla della sua storia attraverso l’amore per la poesia *

*di Maria Simona GABRIELE

MARCELLO Di Gianni (nella foto) originario di Amendolara, ci racconta tutta la sua passione per la poesia. Nasce il 2 aprile 1992 a Menziken (Svizzera, Cantone Argovia). Qui trascorre i primi otto anni, durante i quali frequenta il Kindergarten (asilo), di via Gütschstrasse n° 12; quindi completa la seconda elementare. Nel 2000 si trasferisce a Bisaccia, piccolo centro sito in Alta Irpinia, in provincia di Avellino. Qui riprende gli studi dalla terza elementare. Nel 2006, per alcuni mesi frequenta l’IPSIA di Lacedonia (Av), a indirizzo Elettrico-Elettronico, per poi trasferirsi presso l’Istituto Tecnico Industriale “E. Majorana” di Bisaccia, a indirizzo elettrotecnica e automazione.

Conseguito il diploma in “perito industriale” i suoi interessi si spostano verso la lettura di classici della letteratura moderna, spaziando in tutti i generi: dalla poesia al teatro, dalla narrativa ai saggi filosofici. Tra le sue letture maggiormente apprezzate: Il Processo di Kafka (autore di cui ha letto tutte le opere); Don Chisciotte della Mancia, di Miguel de Cervantes; Ulisse, di James Joyce; Memorie dal sottosuolo di Dostoevskij; Sonata a Kreutzer di Tolstoj; le opere teatrali di Oscar Wilde; le poesie di Dickinson, Goethe, Mandel’štam, Cvetaeva, Lermontov, Pasternak e altri poeti russi e francesi.

Ha ottenuto diversi riconoscimenti, classificandosi inoltre primo al Premio “Poesia, Prosa e Arti Figurative” dell’Accademia “Il Convivio”, edizione 2016; stesso risultato al Premio Nazionale di Poesia “Elisabetta Fiorilli” (ex Dino Bavona) XXIII edizione, nonché come miglior autore under 25 al Premio Internazionale di Poesia “Comune di San Pancrazio Salentino”, diversi secondi e terzi posti in altrettanto prestigiosi premi.

Coltiva passione per l’arte in generale, per il cinema, per lo sport e per le filosofie minori.

E’ stato membro della Commissione di Giuria del Concorso Nazionale di saggistica “C’è un argomento in cui sei esperto?” organizzato dal Comitato Culturale “Orangita Books” di Lecco. La poesia che meglio esprime la natura e lo stile del giovane scrittore è “Solo un fiore ho amato” (sotto) che ha permesso all’autore di recente di rendersi protagonista al Premio Internazionale di letteratura “Terra di Aspromonte (classificandosi terzo), versi che parlano del gioco dell’amore , e di come il sentimento cambi radicalmente le nostre esistenze rendendole intense.

Data: 06 novembre 2017.

 

Solo un fiore ho amato 

Solo un fiore ho amato, sconosciuto.
Soffiava il freddo – raschiava il volto
il gelo pungente. Dintorno il silenzio,
un villaggio che cullava l’umida sera.

Divaricavo le stagioni per cavarne
un rifugio; appendevo abiti intrisi
di follie dimenticate sulle punte
affilate dei miei ciechi rimorsi.

Si rannicchiavano i rovi nelle vene,
instillando in circolo temibili gioie:
a cosa darsi appiglio, se la fulgida
primavera dolente giace sui rami?

Tele vuote impresse nelle memoria,
dipinti incompleti dall’acre odore
del tedio: con un colpo di mano
tutto passava sotto l’arco di pietra.

Giudice e condannato del mio io,
con un groppo di pena in gola reo
della solitudine dei tigli vinti,
dell’amaro in bocca della libertà.

Solo un fiore ho amato, sconosciuto.
Reciso dalla tempesta, mai più sarà.
E altri campi rispuntano altrove
alle sembianze di un saluto d’addio

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