S. Stefano di Rogliano, l’alunna torna a scuola. “Mancato scuolabus”: le ragioni del Comune e le richieste della famiglia

IL SIGNOR Pasquale non ci sta. “Mia figlia – ha detto – ha il diritto di frequentare la scuola usufruendo dello scuolabus al pari degli altri bambini. Dobbiamo affrontare troppi sacrifici e la somma messa a disposizione dall’Amministrazione comunale non è congrua per sostenere l’utilizzo di due macchine. Se il Comune vuole può assicurare il trasporto. Che è quello che vogliamo”. La storia riguarda un’alunna residente nella frazione montana chiamata “Foresta” del territorio di Santo Stefano di Rogliano, distante circa quattro chilometri dal capoluogo, non raggiungibile con il pulmino della ditta appaltatrice del servizio scuolabus. Tutto ciò per questioni logistiche (e di sicurezza) dovute alla geografia del luogo, in particolare alle caratteristiche del tracciato che collega la zona rurale con il paese. La polemica è iniziata allorquando – verificata per esiguità di fondi Bilancio l’impossibilità di sistemare l’inghippo con un automezzo adeguato, anche per questioni di natura tecnico-legale, l’Amministrazione comunale ha convocato la famiglia formulando (alla stessa) due proposte: un rimborso economico per coprire le spese private legate al viaggio di andata e ritorno (800 euro) oppure, l’opportunità di usufruire di una fermata intermedia, a metà percorso. Ovviamente, per l’intero anno scolastico. Una proposta che per quanto si è saputo sarebbe stata prima accettata e poi rifiutata. “Si tratta di una vicenda dolorosa per come si è sviluppata e per i toni che ha assunto. L’Ente – ha affermato il sindaco Lucia Nicoletti – che non ha mezzi idonei, ha fatto tutto quello che c’era da fare. Non è stato infatti a guardare e sin da subito si attivato – seguendo i criteri di legge – per permettere alla bambina di avvalersi di un diritto costituzionalmente riconosciuto: il diritto allo studio”. Tuttavia, ricordiamo, il caso è finito sulle pagine dei giornali e sui rotocalchi televisivi anche in seguito alla decisione della giovanissima di scrivere una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Fortunatamente (e questo è importante) l’alunna, dopo diversi giorni di assenza è tornata fra i banchi di scuola. “Ci fa piacere. La cosa fa onore alla famiglia e alla Comunità. Un plauso va al dirigente scolastico che – ha aggiunto il primo cittadino – ha lavorato sinergicamente per la risoluzione della problematica stilando un progetto pre e post lezione”. Lo ha fatto in quanto “la Scuola è un luogo di accoglienza e di apprendimento”. E per superare il gap degli orari e quello connesso alla qualità della proposta didattica, come ha avuto modo di sottolineare la preside Mariella Chiappetta nel corso di una conferenza stampa  (nella foto) convocata nella tarda mattinata di oggi nel Salone Municipale, alla quale, oltre al sindaco Nicoletti e alla stessa Chiappetta, hanno partecipato (e sono intervenuti) il vice sindaco Giovanni Benincasa e l’assessore alla Cultura, Gaetano Cozza. “In tempi di grave crisi economia e sociale sindaci ed amministratori sono esposti in prima persona rispetto alle istanze, spesso gravi, che provengono dalla Società. Il nostro – ha concluso Nicoletti – è un Comune con le porte spalancate, improntato sulla trasparenza, aperto al confronto, che sostiene il mondo della scuola con progetti mirati perché vuole garantire una formazione avanzata, di tipo europeo, a partire dal confort di strutture e servizi. Mi auguro che la vicenda possa concludersi presto e nel migliore dei modo”. Al termine dell’incontro, prendendo spunto dai recenti fatti di Ostia, il primo cittadino ha espresso solidarietà al giornalista Daniele Piervincenzi evidenziando la necessità di tutelare la libertà di stampa in un contesto di legalità e diritto alla informazione.

Gaspare Stumpo

Data: 11 novembre 2017.

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