“La cultura rende l’uomo libero”. Intervista a Lucia Papaianni, sindaco di Paterno Calabro *

*di Maria PARISE

La Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 novembre 1999. È una data scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime del dittatore della Repubblica dominicana Trujillo. Abbiamo parlato di violenza sulle donne e della manifestazione “Amami e Basta” – svoltasi a Cosenza, lo scorso 25 novembre – con Lucia Papaianni (nella foto) sindaco di Paterno Calabro, premiata nell’ambito della stessa manifestazione per il suo impegno per il contrasto del fenomeno.

Il Comune di Paterno Calabro ha partecipato lo scorso anno ad un bando regionale per l’apertura di uno sportello antiviolenza ed è stato l’unico ente pubblico ad essere selezionato.”È da anni che lavoriamo sull’informazione e sensibilizzazione contro la violenza sulle donne“ – dice Papaianni – ed appena insediatami ebbi modo di ospitare la Giacca Rossa di Franca Rame in una mostra di tele che esaltavano la donna e la vita di San Francesco di Assisi, realizzata da suo marito Dario Fo. Momento sentito e condiviso anche allorquando proiettammo dei monologhi della grande artista Franca Rame, simbolo oltre che vittima della violenza”. L’impegno della dottoressa Papaianni non si è mai affievolito; infatti in collaborazione con l’Associazione Roberta Lanzino vi è stata un’installazione di scarpe rosse presso Palazzo Goffredi, attività seguita grazie alla partecipazione delle volontarie del Servizio Civile. “Le scarpe ci sono state prestate da tutte le donne paternesi – spiega Papaianni – ognuna ne ha portato un paio ed è stato un momento di unione forte. In questo evento, la presenza della Polizia con la propria testimonianza di forza, ha arricchito le menti. Io stessa sono stata vittima di violenza psicologica, poiché non dimentichiamo la violenza non è solo fisica, ma è la forza di reagire grazie anche all’amore di mio marito e le mie figlie, ha permesso di superare le difficoltà”.

-Lucia Papaianni, sindaco donna di Paterno Calabro, un paese della provincia di Cosenza, famoso per il Santuario di San Francesco di Paola. Qual è il suo atteggiamento nei confronti dei pregiudizi sociali che vedono ancora l’uomo salire ai posti di comando? Comincerei con una frase di Madre Teresa di Calcutta: “La più grande povertà è quella di essere indesiderati, di non avere nessuno che si prenda cura di te. Tutto quello che facciamo non è che una goccia nell’oceano, ma se non lo facciamo, all’oceano mancherà per sempre”. Ancora oggi, purtroppo, la donna in ruoli contesi e vissuti dagli uomini viene vista come un essere incapace di intendere e di volere. Io stessa durante la campagna elettorale del 2013, sono stata discriminata dal mio antagonista. La democrazia del voto nonostante pregiudizi e diffamazione, viceversa ha dimostrato che la donna può realizzare poiché agisce con sentimento e cuore, con spirito di protezione e devozione, ciò che è necessario per rendere un luogo fruibile e vivibile. La speranza è che in futuro non molto lontano si possa discutere alla pari, senza essere additata e disprezzata solo perché Donna.

-Il 25 novembre di ogni anno è la giornata contro la violenza sulle donne. Secondo lei come si può contrastare il fenomeno della violenza contro le donne? Prima di tutto trovando il coraggio di parlare. Sino a quando ancora si continuerà a mantenere segreto all’interno delle mura domestiche piuttosto che nel proprio animo ferito, la forza ed il coraggio si ribellarsi a forme che vogliamo ancora illuderci siano amore puro e sincero, non riusciremo a combattere il fenomeno che sempre più sta diventando a mio avviso una moda.

-Lei mi ha accennato di essere stata vittima di violenza psicologica. Possiamo parlarne? Si anche se è doloroso ritornare sull’argomento. Posso confermare però che nonostante la cattiveria con la quale sono stata assoggettata a pressione, durante l’esamina di un progetto per il mio paese per un’ora e mezza in cui mi si diceva che ero incapace di realizzare ciò che volevo fare, ed inconsciamente lottavo dentro di me per non arrendere alla morsa dell’abbandono, grazie alla vicinanza di mio marito e delle mie figlie perché sono la mia forza, sono riuscita a reagire in quel momento di condizionamento ed oppressione ma anche in seguito.

-Nonostante la nostra emancipazione, noi donne ancora siamo viste come “esseri inferiori” cosa si potrebbe fare per cambiare questa arcaica convinzione? Mi viene da dire amate il prossimo come voi stessi, ci viene insegnato dalla dottrina cattolica già nelle prime lezioni di catechismo. Noi donne per spirito di protezione verso l’altro e spirito di sopravvivenza siamo abituate a lottare. Dobbiamo continuare a lottare, sgomitando ed imponendoci contro le forme di sopraffazione maschile, educando al rispetto dell’altro e della donna in particolare senza mai dimenticare che si è figli della donna.

-La cultura è fondamentale per superare il pregiudizio dell’inferiorità della donna. Secondo lei è così? Quale dovrebbe essere il ruolo della cultura? Solo la cultura rende l’uomo libero. Questo è il mio pensiero, la cultura è sinonimo di incitazione alla buona educazione, al rispetto, alla stima e devozione. Insegnare ad provare affetto facendo capire che il disprezzo distrugge ed annienta e porta solo confusione e dolore.

-Lei cosa sta facendo a livello istituzionale per cercare di arginare il fenomeno? Dal primo momento abbiamo preparato dei momenti di condivisione, dalla mostra delle tele di Dario Fo sulla donna e San Francesco di Assisi, in collaborazione con l’associazione Progetto Paterno, all’installazione di una stanza vuota che ha ospitato la giacca rossa di Franca Rame, la donna che ha dato voce alle donne, con la proiezione dei monologhi che hanno determinato la sua vita compreso lo stupro. L’installazione delle scarpe rosse, prestateci da tutte le donne paternesi, con la partecipazione delle volontarie e volontari del servizio civile, e tutta una serie di incontri per l’inno alla vita, e tra poco appena l’iter burocratico sarà concluso, l’apertura di uno sportello anti violenza proprio nel nostro Comune.

-La manifestazione “Amami e Basta”, organizzata dal Presidente Anci Giovani, Marco Ambrogio, che ha riscosso un notevole successo l’ha vista protagonista e ha ricevuto un premio speciale. Parliamone… È stato un momento emozionante intenso e ricco di riflessioni, dalla scoperta della panchina rossa all’interno della villa comunale di Cosenza, alla consegna di una targa per l’impegno profuso come amministratrice del Comune di Paterno Calabro. Ecco questo dimostra che ci sono uomini che credono nelle donne e le rispettano come esseri viventi alla pari e non inferiori.

-Quali sono le altre attività svolte nel territorio? Anche in relazione alla giornata dell’8 marzo non dimentichiamo mai di parlare di rispetto e non smetterò mai di usare questa parola per la donna, amore per le nuove generazioni e fiducia nell’altro. Per questa ragione anche attraverso balli e canti, unione di religioni e confronto generazionale, rappresentazione teatrali e testimonianze, tutte le volte che si può organizziamo attività mirate all’informazione.

-Progetti futuri? Un sogno, quello di poter realizzare una casa di accoglienza per le vittime di violenza.

-Qual è il messaggio che vuole lanciare a tutte le donne vittime e non di violenza? Usate il punto di incontro tra testa e cuore, e abbiate la forza di essere voi stesse sempre, libere da restrizioni famigliari o amichevole, libere di esprimere il proprio IO senza vergogna, libere i sentirvi libere. La vita alla lunga insegna che il miglior amico e la migliore amica sono l’impegno e la determinazione. Date voce alla determinazione con impegno, rompete i soliti schemi ed abbiate fiducia che così facendo tutto trova una soluzione. Facciamo rete ed informiamoci, ribelliamoci alle ingiustizie ed alla violenza, guardiamo avanti con spirito di collaborazione, perché tutti nella vita possiamo essere vittime di violenza e purtroppo non solo quella fisica.

Grazie. E buon lavoro.

Data: 05 dicembre 2017.

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com