Rogliano, la città rinnova il suo legame con l’Immacolata Concezione. Nole: “questa Comunità ha il privilegio di venerare Maria come Patrona”

CON la processione e la Santa Messa serale (nelle foto e nel video) si è concluso il novenario in onore di Maria Santissima Immacolata, il cui culto è profondamente radicato nella storia e nelle tradizioni cittadine. “Questa Comunità ha il privilegio di venerare Maria come Patrona” – ha spiegato l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Francesco Nolè, che ha presenziato la solenne celebrazione eucaristica all’interno del Duomo. La funzione religiosa è giunta al culmine di un programma di avvenimenti che ha segnato la presenza di sacerdoti originari o che hanno svolto il proprio ministero a Rogliano. Tra questi, mons. Fausto Cardamone, don Franco Zumpano, don Enzo Gabrieli, mons. Emilio Aspromonte, mons. Vincenzo Filice, don Giampiero Arabia, don Salvatore Altomare e don Santo Borrelli. Tra gli altri e nell’ambito di iniziative specifiche, hanno partecipato don Michele Fortino, don Luigi Bova, e l’arcivescovo emerito mons. Salvatore Nunnari, che ha presieduto i vespri prima del concerto del Coro Diocesano che si è tenuto la vigilia della Solennità nella chiesa di San Domenico. Un insieme di momenti in cui lo stesso Nolè ha avuto modo constatarvi la fede e il calore dei roglianesi. Sentimenti “che non si manifestano solo attraverso una presenza fisica ma dall’atteggiamento di rispetto, di serietà, di accoglienza, di riflessione e di preghiera” verso la Madonna. L’evento ha coinciso con l’avvio ufficiale dell’attività pastorale di don Serafino Bianco e don Davide Gristina nelle parrocchie di San Pietro e di Santa Lucia. “E’ Cristo il salvatore, è Cristo colui che è venuto dare la vita. Maria ci porta a lui, sempre. E’ lui la fonte della salvezza, la fonte della gioia, la fonte dell’amore. Maria ne è la custode, la madre, ne è la strada, il veicolo che ci porta a Cristo. Ecco perché – ha spiegato l’alto prelato – affido a Maria, alla sua materna sollecitudine, la vita, l’apostolato e il loro essere insieme a voi, di don Serafino e don Davide”. I due giovani presbiteri hanno scelto di vivere a Rogliano e di impegnarsi in Unità Pastorale sul territorio. “Una scelta importante, un esempio di come i sacerdoti devono volersi bene. E quando i sacerdoti si vogliono bene – ha aggiunto l’arcivescovo – non hanno bisogno di parole per evangelizzare”. Nolè ha speso parole di elogio per don Santo Borrelli, parroco di San Pietro e San Giorgio per ben 27 anni. “A lui – ha poi concluso – va il mio ringraziamento, la mia stima, il mio affetto”. La cerimonia, che ha vissuto anche un momento istituzionale con la consegna alla Vergine delle ‘Chiavi della Città’ da parte del sindaco Giovanni Altomare, ha visto la presenza del comandante della Compagnia Carabinieri di Rogliano, Mattia Bologna, della Stazione Carabinieri, Adriano Lorelli, di amministratori e rappresentanti del mondo dell’associazionismo. Prima della benedizione finale i due neo parroci “in solidum” hanno ringraziato le autorità, i confratelli, le suore e i fedeli per l’accoglienza e l’affetto ricevuti in questi primi mesi di attività all’interno della Comunità: “grazie di cuore”. E’ seguito un momento di festa nella sala Sant’Ippolito che ha accomunato i fedeli delle parrocchie di Rogliano, Bianchi, Colosimi e Cristo Re in Cosenza.

Gaspare Stumpo

Data: 10 dicembre 2017.

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