“La Sanità in Calabria che il Ministro Lorenzin non ha raccontato” *

*di Maria Carmela IANNINI

LA CALABRIA si qualifica anche come la “maglia nera” d’Italia per quanto riguarda le spese legali; cioè con una spesa pro-capite di 9,9 euro e un ammontare in valore assoluto pari a 19,6 milioni di euro, il nostro è il comparto sanitario pubblico più “avvezzo” ai contenziosi che finiscono con sentenze quasi sempre sfavorevoli. Un dato, quest’ultimo ancora più rilevante, se si considera che la spesa pro-capite italiana è di poco superiore ai 3 euro.

In Calabria, la spesa sanitaria per cittadino è di 1.698 euro, contro i 2.198 euro del Trentino A.A. Ma la Calabria, detiene un altro “importante primato”: nella spesa per il management delle aziende ospedaliere, delle aziende sanitarie e delle strutture sanitarie (costi della “politica sanitaria”), è la più “parsimoniosa” con 2,8 euro di spesa pro-capite (5,6 milioni di euro). Tuttavia, il dato peggiore resta quello che riguarda l’impoverimento sanitario, ovvero il numero delle famiglie residenti in una regione che a causa delle spese sanitarie sostenute (farmaci, case di cura, visite specialistiche, cure odontoiatriche, etc.) sono scese al di sotto della soglia di povertà. Qui la Calabria è purtroppo la prima in Italia con 28 mila nuclei familiari. Capovolgendo la classifica, è il Piemonte a meritare il ranking migliore seguito da Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Lombardia. E’ chiaro che le evidenti disparità di salute che oggi esistono tra la Calabria e le altre regioni d’Italia sono la conseguenza delle politiche e delle scelte allocative assunte dalla classe dirigente regionale. Questi divari così pronunciati – che si riflettono sulle condizioni di salute e sull’aspettativa di vita dei cittadini calabresi – sono per lo più conseguenza delle politiche nazionali.

Ecco, quindi, cosa avrebbero dovuto raccontare ai cittadini calabresi il Ministro Beatrice Lorenzin ed il Sottosegretario al Governo Antonio Gentile. Perché non hanno spiegato come mai il Governo, di cui loro sono parte attiva, ha aumentato il divario Nord-Sud in termini di assistenza sanitaria? Come mai non hanno spiegato perché questo stesso Governo ha ridotto la Calabria ad essere la peggiore regione in Italia in termini di sanità? Perché non hanno spiegato le ragioni per le quali la provincia di Cosenza – da Praia a Mare a Cariati, da Trebisacce ad Acri fino agli ospedali di Rossano, Corigliano Calabro, Castrovillari e Cosenza, nel campo della sanità ha subito un peggioramento che è sotto gli occhi di tutti prima ancora che essere certificato dai dati?

Converrà, quindi, aspettare qualcuno (e speriamo arrivi presto!), che riesca a raccontarci come intenderà affrontare la grande disuguaglianza che in materia di sanità colpisce la nostra regione e che sia in grado – per il bene del territorio – di risolvere i problemi che il Governo della Ministra Lorenzin ha aumentato! Qualcuno che con i fatti e non con le favole, riesca ad affrontare le sfide per migliorare la nostra Calabria. Una regione – come dimostrano i numeri – sempre più costretta a dover subire le scelte di Governi e di Ministri che, a conti fatti, privilegiano sempre il Nord del Paese a discapito del sud e della nostra Calabria.

Data: 18 dicembre 2017.

* Presidente Associazione Per Il Bene del Territorio.

Nella foto: l’ex Punto di Primo Intervento del presidio ospedaliero ‘Santa Barbara’ di Rogliano (Cosenza).

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