A passeggio sul Ponte di Calatrava *

di Fabio MANDATO *

Il Ponte “di Calatrava” ora è realtà. Inaugurata l’opera che porta il nome di “San Francesco da Paola”, patrono della Calabria. Tantissimi i cittadini che, venerdì e sabato, si sono ritrovati attorno al Ponte strallato, il più alto d’Europa con i suoi 104 metri. Una giornata storica per Cosenza, che ora da più punti può ammirare l’opera che congiunge le due sponde del Crati, da contrada Gergeri a via Popilia. Migliaia di persone, nel giorno dell’inaugurazione, si sono riversate per le strade per assistere allo spettacolo di luci e colori realizzato dallo studio Festi. E siccome da via Reggio Calabria era possibile entrare nel cuore della festa, molti hanno preferito assieparsi lì, con il privilegio, dopo una discreta fila, proprio di salire sul Ponte.

Un pianista sospeso, ballerine a 15 metri di altezza, musiche e fuochi d’artificio, per una manifestazione significativamente intitolata “Un ponte che canta”. L’occasione, per i tanti arrivati, di immortalare i momenti di una giornata attesa da tempo. I lavori del Ponte si sono conclusi dopo ben quattro amministrazioni. A sognarlo, per primo fu Giacomo Mancini, al tempo in cui Cosenza cullava di diventare una “città europea”. Le dimensioni del ponte, la sua maestosità, dicono che forse l’obiettivo è stato raggiunto. Le foto e i video scattati dal cellulare, i “selfie” personali, sono l’antesignano di un’opera destinata essere riprodotta in tutte le cartoline della città.

E se via Reggio Calabria è stata letteralmente presa d’assalto, non meno lo è stata contrada Gergeri, dove, nei prossimi mesi, verrà inaugurato il Planetario. Una zona spesso nell’occhio del ciclone, ma che con il Ponte, secondo le intenzioni dell’Amministrazione, vuole essere rivalutata.

Tre le “carreggiate”. Una per direzione e poi una strada centrale, sotto gli “stralli”, destinata al passaggio pedonale e in bike. Dal cuore del Ponte “San Francesco da Paola”, si vede un panorama niente male. Di giorno e di notte. Per questo il day after è stato un altro giorno speciale. Migliaia i cosentini che, in una sorta di laico pellegrinaggio, con i loro smartphone, hanno sfilato sul Ponte, cercando di coglierne tutte le particolarità. Sotto l’alto pennone, tra gli stralli, con le spalle alla vecchia Cosenza e al Castello Svevo, che svetta in lontananza. Al netto di ogni polemica, sulle quali non è sede opportuna entrare, Cosenza è quanto meno curiosa.

*Giornalista, scrittore.

Data: 30 gennaio 2018.

Fonte: ‘Parola di Vita’.

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