Pedivigliano. Uso appropriato del cellulare, il giornalista Roberto Alborghetti ne parla con gli alunni del Comprensivo

PROSEGUE da Pedivigliano la “crociata” per un appropriato uso del cellulare, tecnologia innovativa che ha rivoluzionato la nostra esistenza e in particolare quella degli adolescenti. A proporre la discussione intorno a un dispositivo che è diventato nostro “compagno” di viaggio è stato l’Istituto Omnicomprensivo Bianchi-Scigliano, che lunedì 29 gennaio presso la sede di Pedivigliano ha tenuto un interessante incontro (nelle foto) dal titolo “Il telefonino: mezzo di comunicazione a strumento di riflessione”. Alla presenza degli alunni della scuola Primaria e Secondaria di 1° di Scigliano, Pedivigliano, Borboruso e degli alunni dell’Istituto professionale per l’Agricoltura sono intervenuti: Antonella Leone sindaco di Pedivigliano; la professoressa Maria Francesca Amendola e il giornalista Roberto Alborghetti, autore del libretto “Pronto? Sono il librofonino!” edizioni i Quindici. Ha coordinato la professoressa Maria Gabriella Gallo.

Portando i saluti dell’Amministrazione comunale e della comunità di Pedivigliano, la sindaca Leone, ha sottolineato come la scuola è attenta e l’impegno mostrato per l’iniziativa, la cui tematica è molto attuale ed interessante su diversi aspetti. Pertanto si complimenta per il dinamismo del corpo docente e del dirigente scolastico e rimane a disposizione della scuola per eventuali altre iniziative. La professoressa Amendola, nel portare i saluti personali aggiunge anche quella della dirigente scolastica che si scusa per l’assenza dovuta ad impegni istituzionali. La docente entrando nel tema, ha sottolineato che “i ragazzi trascorrono molto ore al telefonino. Un comportamento negativo che nuoce col passar del tempo alla salute dei ragazzi e del quale i genitori non possono nascondersi dietro un dito, ma necessita più consapevolezza per le dimensioni del problema”. Preoccupata e conscia, la professoressa Amendola lancia una proposta: la “stipula di un contratto d’uso tra alunni e genitori con regole ben precise per l’utilizzo del cellulare”. La professoressa Gallo, molto preoccupata della piega che ha preso un uso distolto ed eccessivo del telefonino negli adolescenti, sottolinea quanto è facile l’insorgere di problemi fisici e sociali, ansia, calo della concentrazione e disturbi del sonno. “Questo dispositivo tecnologico, sostiene la Gallo è molto utile ed importante se utilizzato con giudizio e in stato di necessità, mentre si assiste che per i ragazzi è diventato il sostituto dei contatti fisici emozioni, impulsi dialoghi ecc. Tutto ciò, conclude la docente, si trasforma in relazioni digitali take da non riuscire a vivere concretamente un rapporto se non veicolando la comunicazione con questo strumento”.

Alborghetti che sta girando in largo e in lungo le scuole d’l’Italia e non solo, invitato per parlare del suo importante lavoro sull’uso del cellulare, anche a Pedivigliano spiega che il suo non è un modo di fare la guerra alle aziende produttrici di cellulari o alle compagnie telefoniche, ma soltanto di far riflettere le persone che lo usano in modo disordinato e le conseguenze che ne derivano. In sintesi è quanto ha detto il giornalista bergamasco Alborghetti nel corso dell’incontro con i ragazzi dell’omnicomprensivo Bianchi-Scigliano. Un libro per i ragazzi di 50 pagine con disegni di Eleonora Moretti. Il librofonino, racconta storie di smombies, smartphones e cyber-bulli che quotidianamente adolescenti ma anche adulti vivono attraverso questa tecnologia, che dà bene di lusso è diventato fedele compagno della vita quotidiana. Interessante la grafica innovativa e il linguaggio utilizzata dall’autore, simile a quella preferita dai ragazzi, un modo per catturare la loro attenzione e penetrare nell’ottica delle giovani generazioni.

Pasquale Taverna

Data: 03 febbraio 2018.

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