La Calabria dei piccoli borghi. Storia, tradizioni, ricordi: Mendicino *

di Maria Simona Gabriele *

CI SONO paesaggi che tolgono i fiato per gli immensi grattacieli, per i boschi ombreggiati, per le periferie metropolitane imbrattate di disegni. Ci sono le strade che affascinano per la presenza degli artisti di strada, per le diversità, e poi ci sono i piccoli borghi, quelli che affacciano sul mare e non, dove si respira tutta un’altra storia. Sono i piccoli vicoli dove non si sentono i rumori, se non il cigolio di una finestra, quando il vento si alza, il miagolio di un gatto randagio o il postino che fischia per consegnare la posta. E’ la Calabria dei piccoli paesi, con i centri storici che si lasciano consumare dal tempo, senza che il tempo li porti via. Chi ha passato la sua infanzia nel suo paese natio anche solo per frequentare le scuole, non può dimenticare ovunque vada certi posti. Li sono nati i primi amori Li abbiamo buttato le nostre lacrime, li abbiamo imparato a diventare uomini o donne con le cartelle sulle spalle, li abbiamo imparato ad ascoltare i profumi, il cibo che proveniva dalle abitazioni che alimentava la nostra fame, con la smania di ritornare a casa per pranzare. È la storia di tutti noi, non solo di Mendicino, questo borgo che negli ultimi tempi sta crescendo con la sua popolazione e che cerca di mantenere vive alcune tradizioni.

Crescendo avverti il bisogno di confrontarti con altri mondi, è il destino di molti. C’è chi parte per raggiungere i suoi obiettivi e gettare le basi del proprio futuro, chi nel suo paese si sofferma solo per brevi soste, giusto il tempo di portare il pane a casa, e chi lo vive, o chi per nostalgia ritorna in uno di quei vicoli. C’è chi s’incammina per raggiungere la torre, la cui presenza sembra risalire al 1838. E poi la Chiesa di San Nicola Di Bari, scendendo proprio in corrispondenza della torre e la piccola chiesetta, alla fine di via Santa Caterina. Ognuno porta con se un ricordo, un vissuto, o un incontro. Le Comunità possono essere ambivalenti, talvolta ci possiamo sentire parte integranti di esse, talvolta estranei. Ma nessuno può non rintracciare nella sua mente un evento, un legame, un panorama che era tutto nostro, dove se ti ci affacciavi ti sembrava di abbracciare il mondo. Allontanarsi dalle piccole realtà è spesso un dovere, un richiamo della vita, soprattutto in un Mezzogiorno poco definito, dai contorni incerti e traballanti, spesso per qualcuno è davvero difficile abbandonare il nido, per altri è più bello ritornarci. Quel che è certo è che ci sono cose che nessuna grande città può offrire. I borghi sono un patrimonio da difendere, sono la nostra cultura popolare, è ciò che ti contraddistingue. Che tu ne vada fiero o no, le tue origini sono l‘unica ricchezza che nessuno potrà portarti via. A volte crediamo che le generazioni future abbiano grandi sogni, grandi ambizioni, in contesti sempre cosi distanti che tuttavia la tecnologia ha alleggerito, invece spesso scopriamo che qualcuno per essere felice sogna di piantar radici in quel piccolo vicolo dove al mattino ti svegli con l‘odore del caffè del tuo vicino o con il cigolio delle antiche persiane che si aprono.

Data: 04 febbraio 2018.

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