L’esperienza umana di Lorenzo Diano come occasione di confronto sulla Memoria in un convegno promosso a Colosimi

Nella Giornata della Memoria approda a Colosimi il libro “Lorenzo Diano – dal Lager di Sandbostel al dramma fecondo del ricordo” di Eugenio Maria Gallo, Pellegrini editore. A promuovere l’iniziativa (nella foto) – ospitata presso la scuola Media – l’Istituto Onnicomprensivo “Bianchi – Scigliano” in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Colosimi.

Un’occasione di grosso spessore culturale, storico e civico per riflettere e approfondire la tragedia dello sterminio degli ebrei da parte dei nazisti. Un monito per il mondo intero, il cui ricordo è un dovere morale prima ancora che istituzionale, affinché gli errori del passato siano un avvertimento per il presente ed il futuro. Un “viaggio” per non dimenticare, con l’obiettivo di sensibilizzare le giovani generazioni, di renderne sempre vivo il ricordo e tributare il doveroso omaggio alle vittime dello sterminio. In sintesi questo il messaggio emerso nel corso della presentazione del libro del professore Gallo dedicato a Lorenzo Diano e a quanti altri hanno lottato per i valori umani e per la libertà. Oltre all’autore del libro hanno preso parte all’incontro la professoressa Maria Francesca Amendola, Rosita Paradiso, dirigente scolastico CPIA Cosenza, il sindaco di Colosimi, Manolo Talarico. Moderatore Luigi Rizzuto del servizio civile nazionale presso il Comune di Colosimi ‘progetto G*local’.

“Un libro sorprendente – è stato sottolineato – molto bello e coinvolgente cui emerge quella sensibilità, rispetto e amore che solo Gallo, docente di spessore e di grandi doti di umanità poteva sfornare”. Il volume, ricordiamo, ricostruisce la vicenda umana di Lorenzo Diano, medico di origini reggine, ufficiale del Regio Esercito Italiano nel corso della Seconda Guerra Mondiale, fatto prigioniero ed internato dopo l’8 settembre 1943 per aver scelto di non collaborare con i tedeschi. Una prigionia dura, difficile vissuta con molte sofferenze fisiche e psicologiche, che lo hanno segnato e accompagnato nella vita. Gallo, racconta a una platea di ragazzi e docenti che Diano, nel corso della sua prigionia conobbe numerose persone di cultura e politici detenute come: Giovannino Guareschi, scrittore, Alessandro Natta, Giuseppe Lazzati, Robert Althusser filosofo e l’attore Gianrico Tedeschi. “Persone – prosegue l’autore che, nonostante la durezza della prigionia, trovarono nello studio e nell’impegno culturale un valido sostegno per limitare i danni dell’isolamento”. Era il sedici aprile del 1945 – si legge nel libro – quando il dottor Lorenzo Diano, protagonista di queste pagine, lasciava finalmente il lager di Sandbostel, ultimo campo della propria prigionia. Vi era giunto da Siedlce, dopo esser passato per altri campi, nel luglio del ’44 perché l’otto settembre del ’43 era stato fatto prigioniero per essersi rifiutato di collaborare con i tedeschi. Egli era uno di quei soldati italiani (IMI) i quali, avendo detto “no” ad ogni forma di collaborazione, e quindi erano finiti nei lager nazisti. Per tutta la vita il dottor Diano si portò dietro il dramma di quell’esperienza, un dramma che, insieme con il profondo dolore per la perdita della cara madre, avvenuta quando egli aveva solo dieci anni. Nonostante tutto, seppe vivere fino in fondo, con grande dignità e con profonda forza spirituale, la propria umana sofferenza, riuscendo a renderla feconda grazie al proprio impegno professionale, alla cura degli affetti familiari, all’attenzione allo studio e agli impegni nell’Azione Cattolica e nell’Associazione dei Medici Cattolici. Uomo di immensa statura culturale e di fede, Lorenzo Diano è morto a Santo Stefano di Rogliano il 2 luglio 2004.

Pasquale Taverna

Data: 08 febbraio 2018.

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