Non ti dimenticheremo … *

di Gaspare STUMPO *

“Caro Pino dalle tue ‘teche’ il Tempo non riposa e la Memoria rinasce per regalarci un pezzo della nostra Storia …”. (Da Fb, anno 2010).

HO CONOSCIUTO Pino Oliveti agli inizi degli Anni Ottanta, il periodo forse più bello per la generazione a cui appartengo e per la stessa Comunità di Rogliano. Un tempo ameno ed esuberante vissuto tra  comitive di amici, radio private e concerti di musica. Occasioni che si aprivano verso orizzonti di modernità in cui le parole d’ordine più gettonate erano intraprendenza, arricchimento, qualità dei rapporti. Una tendenza che trovava senso in un posto privilegiato. Un posto che noi, ragazzi di allora, avvertivamo come una sorta di “condizione dello spirito” – capace di proiettarci oltre i confini della realtà di provincia: Radio Sud. E proprio in quel luogo, in quel vecchio alloggio di Borgata Serra adattato a studio-regia e messa in onda per l’alta frequenza, in cui Pino – venendo da Roma – aveva l’opportunità di perfezionare la sua capacità di comunicare sentimenti, situazioni, novità. Lui sapeva inventare, colorare, ricostruire – attraverso le parole, i suoni e le immagini – storie di piccoli e grandi personaggi. Non sembrava affatto un agente di Polizia. La sua era una innata tendenza per la regia, per il teatro, che praticava come hobby e con passione viscerale. Mi diceva spesso nell’ultimo periodo: “dobbiamo cambiare il finale della Passione di Cristo (rappresentazione scenica che si tiene durante i riti della Settimana Santa). Dobbiamo pensare ad un esito clamoroso!”. Non amava le cose scontate, ripetute. Preferiva innovare. Amava il suo paese, tornava spesso in Calabria per ritrovare se stesso, per respirare l’aria della Vallata, per narrare, con fare quasi neorealista, la vita per le strade, nei bar, tra i quartieri, lungo gli anfratti del fiume Savuto. I suoi erano i racconti degli “ultimi” – degli umili – “quadri” di pasoliniana memoria di cui (solo) oggi si coglie il senso in rapporto alla storia. Basta leggere la descrizione dell’incontro tra l’allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi e il contadino Pasquale Arcuri, per capire la sensibilità e lungimiranza di quest’uomo brillante.  Un uomo buono d’animo, profondamente legato agli affetti, pronto a confrontarsi su tutto e con tutti, mai noioso, intelligente, che ascoltavamo interagendo piacevolmente con lui. E’ stato così in tutto questo tempo e fino alla fine della scorsa estate. Pino non ha mai reciso il cordone ombelicale con la città che gli aveva dato i natali e in cui era cresciuto. Aveva un rapporto speciale con le immagini sin dal’infanzia e con l’avvento dei social si era prodigato per realizzare la pagina “Antico Caffè Rogliano” – con video e foto relativi ad avvenimenti e scene di vita popolare. Sapeva guardare avanti. Non disdegnava le battaglie in difesa della vita e dell’ambiente, quelle contro le violenze sugli animali e per la legalità.  E’ stato coerente fino alla fine.Solo chi lo ha conosciuto (soprattutto i compagni dell’ex gruppo I Canterini della Presila) può raccontare aneddoti sulla sua esperienza umana e sul patrimonio di idee realizzato e consegnato alla microstoria. La notizia della sua dipartita  ha provocato profondo cordoglio in tutta la cintura roglianese. In pochissimo tempo centinaia di messaggi hanno riempito le bacheche di Faceboock. Pino si è spento serenamente la notte del 14 febbraio nella sua casa di Roma. Nelle prossime ore, dopo una cerimonia laica, il suo corpo sarà cremato. Alla famiglia Oliveti-Ferraro, alla moglie Antonella, al figlio Lorenzo, giungano i più commossi sentimenti di vicinanza e di affetto da parte del team radiohit/savutoweb che in segno di lutto ha deciso di sospendere  ogni appuntamento onair fino a domenica.

                                               Grazie Pino, non ti dimenticheremo!

Data: 15 febbraio 2018.

*direttore responsabile ( gasparemichelestumpo@pecgiornalisti.it )

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