“I cosentini chiedono fatti concreti per la Città Vecchia. E armonia tra le istituzioni” *

di Paolo PALMA *

CARO presidente Oliverio, caro sindaco Occhiuto, ho letto la vostra polemica sui cospicui fondi che finalmente stanno per essere investiti nel centro storico di Cosenza, e non mi è piaciuta. Scusate la franchezza, ma vi ho percepito qualcosa di artificiale, di elettoralistico, come fosse una gara per conquistare un pennacchio. Ma ai cosentini i pennacchi non interessano. I cosentini chiedono fatti concreti per la loro Cosenza Vecchia; e armonia tra le istituzioni. Chiedono soprattutto di essere coinvolti nelle scelte strategiche per quello che è l’unico, vero tesoro della città e della sua area urbana (con buona pace del carissimo re Alarico); i cosentini non gradiscono le decisioni calate dall’alto, magari di carattere speculativo, come è stato per la non mai tanto vituperata metrotranvia, che vi ha visti alfine andare d’amore e d’accordo. Essi chiedono di essere coinvolti per un elementare principio di democrazia, rafforzato, in questo caso, dal fatto che la nuova centralità … del centro storico di Cosenza (e dei centri storici calabresi!) è in buona parte il frutto di un vasto movimento di opinione che ha il suo fulcro in alcune associazioni che operano da anni sul territorio e hanno supplito alle carenze dei partiti e delle istituzioni.

Mi permetto pertanto di fare il punto della situazione e avanzare qualche modesta riflessione e suggerimento.

L’annuncio del presidente Oliverio circa le decisioni della Cabina di regia che dovranno essere attuate dal CIPE, è certamente un fatto positivo, anche se c’è il rischio di un cattivo o insufficiente utilizzo dei 90 milioni del FSC (Fondo per lo sviluppo e la coesione). È un fatto positivo soprattutto che sia stata riconosciuta, accanto a Napoli, Palermo e Taranto, la eccezionalità della situazione del centro storico di Cosenza, per il suo valore e per i gravi rischi che su di esso incombono, come dimostrano i ripetuti crolli degli ultimi anni. Auspico che questi fondi siano investiti anche, come del resto prevede il Fsc, in infrastrutture e servizi, e come prevede l’Agenda Urbana Europea, in coesione sociale. Che si entri cioè nella carne viva di Cosenza Vecchia, nei suoi vicoli degradati e fatiscenti, dalla Massa alla Giostra Vecchia, nelle sue piazze sfregiate dall’incuria. Penso per esempio a piazzetta Toscano e a piazza dei Follari. E penso alla rete idrica colabrodo che è forse il principale fattore della fragilità del centro storico.

Stando alle recenti dichiarazioni di Oliverio e dei sindaci di Cosenza e Rende, sull’area urbana cosentina stanno per abbattersi (lo dico in senso positivo, naturalmente) circa 125 milioni, di cui 90 dal FSC e 35 dal Por Calabria. Questi ultimi devono essere però utilizzati secondo i criteri dettati dalla Agenda Urbana, che prevede procedure e strategie articolate, integrate, controllate. Sulla base di un progetto di Investimento Territoriale Integrato. Non si può, in altri termini, utilizzare tutti i circa 20 milioni destinati a Cosenza solo per gli alloggi universitari. Il sindaco Occhiuto dovrebbe saperlo.

Queste considerazioni portano a sottolineare che il problema principale di Cosenza Vecchia è il suo degrado strutturale e sociale. Sarebbe davvero una beffa se questa grande massa di denaro non segnasse una svolta in tal senso per dare ai residenti di Cosenza Vecchia gli stessi diritti degli altri cosentini.

Infine, ma non per importanza, un appello al presidente Oliverio, al sindaco Occhiuto e anche, in questo caso, al sindaco di Rende, Manna: riapriamo il discorso sulla metrotranvia. Destiniamo diversamente i 160 milioni di fondi europei previsti per la mobilità sostenibile a vantaggio dei centri storici dell’area urbana. La metrotranvia c’è già, come una volta sosteneva peraltro anche Occhiuto, senza bisogno di sventrare il viale Parco e sprecare pubblico denaro: è il tracciato ferroviario esistente fino a Vaglio Lise da cui si può far partire la terza rotaia per lo scartamento ridotto, che colleghi Vaglio Lise all’Unical. In tal modo potremmo destinare complessivamente altri 80-90 milioni ai nostri centri storici, in totale circa 200 milioni. Questo sarebbe l’interesse di Cosenza e della sua area urbana.

Grazie per l’attenzione, un cordialissimo saluto.

* già parlamentare. Portavoce di “Prima che tutto crolli – Associazioni insieme per i centri storici”.

Data: 25 febbraio 2018.

Fonte: dalla Rete.

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