No al Junk food. USA, la festa per il Superbowl con piatti tipici della gastronomia calabrese (e roglianese) *

di Gaspare STUMPO *

IL SUPER Bowl, si sa, è l’evento più importante del panorama sportivo statunitense. La finale del Campionato della National Football League (NFL), che si tiene tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio, è un appuntamento che in America richiama milioni di appassionati, con ascolti televisivi record e ricavi commerciali colossali. Un avvenimento capace di “fermare” una intera nazione per le caratteristiche e la spettacolarità della disciplina, ma anche per le strutture, per la preparazione e, soprattutto, per il tipo di organizzazione che fornisce a tutte le squadre la possibilità di vittoria. Memorabile, non a caso, è stato il trionfo degli Eagles di Philadelphia, che per la prima volta nella storia hanno vinto il titolo battendo i più accreditati New England Patriots di Boston nella finalissima del Bank Stadium (nella foto, sopra), giocata il 4 febbraio scorso a Minneapolis. Il Super Bowl è dunque un momento di grande festa: tre ore di partita vissute davanti allo schermo televisivo, intermezzate da costosissimi spot, con immagini ad alta definizione supportate da diverse telecamere, con decine di angolature sui protagonisti e sulle varie fasi di gioco. Una giornata importante, seconda solo all’Independence Day per interesse riferito ai preparativi, da vivere con amici e parenti non disdegnando un accurato quanto ricco spuntino, articolato in una quantità più o meno esagerata di cibo composta da patatine, pizze, pollo fritto, tortille, hot dog, salse di ogni genere, birra, pepsi e coca cola, quindi, verdure e dolci a non finire. Tuttavia, per l’evento di quest’anno una famiglia italo-americana ha scelto di imbandire la tavola non allineandosi al consueto “Junk food” (meno praticato da qualche tempo nella società statunitense per via dell’influenza legata agli usi alimentari salutisti dell’ex first lady Michelle Obama) ma con pietanze di nicchia della gastronomia calabrese. In particolare, Nancy Wiegert ha optato per un menù basato su gustosi piatti della cucina roglianese. Tra di essi, le polpette di riso (nella foto, a destra). Un gesto d’affetto verso l’Italia e di apprezzamento per le tipicità regionali di cui, la stessa Nancy, assieme alla sorella Mary, alcuni anni addietro, durante il suo primo soggiorno nel Belpaese, ha imparato a preparare ed a gustare. Una scelta non del tutto insolita considerato che il Super Bowl Sunday è considerato il giorno dello snack per antonomasia che prevede, tra le altre cose, la preparazione mega-polpette. Meglio, a questo punto, se la ricetta è appannaggio della tradizione calabrese.

Data: 09 marzo 2018.

gasparemichelestumpo@pecgiornalisti.it )

Fonte: ‘Parola di Vita’.

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