Leonardo Citino: “sul Comune Unico occorre andare oltre il Savuto e riprendere il modello Buffone”

“BISOGNA dare un nuovo slancio a tutta una serie di Comuni a sud di Cosenza creando un nuovo modello di città, per numero abitanti, per infrastrutture, per servizi al cittadino; questo modello non può solo richiamare sotto un unico gonfalone i Comuni Rogliano, Marzi, Santo Stefano, Parenti e Mangone, ma guardare oltre, aprirsi”. Lo sostiene Leonardo Citino (nella foto) all’indomani dell’intervista ai due esponenti di opposizione al Comune di Rogliano Cristina Guzzo e Mario Buffone in una radioTv, format d’informazione CasaCrimi dove hanno argomentato anche sul Comune Unico, in un botta e risposta dove sono emerse diverse visioni d’attuazione. “Deve nascere – secondo Citino, esponente storico del centro-destra roglianese – un dialogo costruttivo con la città di Cosenza, con il suo primo cittadino per superare ogni sorta di campanilismo, facendo sintesi, disegnando la prima grande città della Calabria. E prosegue: vi è un <modello Pierino Buffone> che venne dallo stesso politico proposto e lanciato nella campagna elettorale nella città Brutia (dove vi partecipò ed ebbe una buonissima affermazione politica ed umana).

Secondo l’esponente di primo piano dell’allora Democrazia Cristiana il nostro territorio doveva inglobarsi con la città di Cosenza apportando un grande contributo d’espansione per zona industriale, di terreni edificabili, in piena sinergia per la crescita dei nostri luoghi. In sintesi, secondo Citino “oggi è il momento di alzarsi le maniche e lavorare a questo grande progetto per il bene di Rogliano, dei territori dell’hinterland, per la gente che vi abita e con grande coraggio ha deciso di rimanervi con non poche difficoltà che vanno dai servizi, ai trasporti, alla Sanità”. Cosi in conclusione dichiara: “si abbandonino progetti limitati ai solo Comuni viciniori e ci si incontrino forze politiche, associazioni, liberi cittadini per non perdere tempo dietro a castelli di sabbia, visioni limitate ed approssimative, che alla luce dei nostri giorni si sgretolerebbero immediatamente senza mai partire. La politica deve avere una visione realistica, deve dare dignità ai singoli Comuni, deve comprendere che chi si isola, non guarda oltre, muore di solitudine, siamo pronti come sempre a metterci in gioco e dare il nostro fattivo contributo. Un buon lavoro lo sta svolgendo don Vincenzo Filice a cui va tutta la mia piena disponibilità ad incontrarci e tessere le prime maglie di congiunzione tra i vari soggetti attivi e interessati al territorio, il confronto potrà dare solo buoni frutti”.

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