“Valle del Savuto, aspetti di una crisi insopportabile. Millennial Generation a rischio” *

di Pier Vincenzo GAROFALO *

LA ZONA a sud di Cosenza vive, forse, il suo peggior momento storico. Il territorio, offre sempre meno, e da circa 30 anni si discute di sanità, di sport, di sentieri, di cultura, insomma di tutto tranne che dei problemi effettivi che affliggono i residenti. Una piccola chiosa sull’Ospedale Santa Barbara, viste le recenti diatribe, credo sia opportuno farla. Che il nostro nosocomio non possa più avere il ruolo rivestito in passato è ormai chiaro a tutti, tranne che a qualche incurabile nostalgico. Quindi, forse, sarebbe opportuno superare l’impasse ed iniziare a pensare ad un percorso alternativo, l’opzione migliore, a parer mio, sarebbe riprendersi i locali concessi all’Azienda Ospedaliera di Cosenza ed affidarli ad un’azienda privata disposta ad investire sul territorio. I servizi offerti alla cittadinanza locale sono ormai nulli, di contro affidando la struttura ad un privato, quanto meno vi sarebbero dei risvolti sul piano occupazionale.

La crisi è confermata dagli indici estratti dalla banca dati Istat, dai quali risulta che la popolazione residente, negli ultimi 12 anni è diminuita costantemente, passando da 5958 nel 2005 a 5782 nel 2016. Invero, il dato è evidentemente falsato, perché determinato dalla “regolarizzazione” di persone proventi da paesi esteri.  Nel 2005, gli stranieri residenti a Rogliano erano 36.  A partire dal 2013, ossia dall’inizio della crisi umanitaria in Africa, la popolazione residente straniera è aumentata vertiginosamente, passando da 63 unità nel 2012, a 258 unità nel 2017. La popolazione straniera è composta prevalentemente da africani (164), rumeni (51) ed albanesi (18), i primi perlopiù in attesa di definizione del procedimento di protezione internazionale, rappresentano un numero estremamente volubile, pertanto da non considerare. Ciò posto, non è errato affermare che la popolazione residente a Rogliano nel 2017 era pari a 5600 unità circa, ossia 350 unità in meno rispetto al 2005. Il tutto, tenendo conto che i residenti effettivi sono sensibilmente inferiori da quelli dichiarati.

Quel che è ancora più preoccupante è la decrescita dell’indice di natalità (per 1000 abitanti), che si è ridotto, passando da 9,2 nel 2005 a 7,4 nel 2016, e che non è mai superiore all’indice di mortalità, nel 2016 pari a 8,4. La generazione Y, altrimenti detta Millennial Generation, è quella che sta pagando maggiormente le conseguenze della mancanza di progettualità e di appartenenza al territorio dell’attuale politica locale. Non c’è anima, non c’è cuore in chi amministra, tanti campanili dividono i Comuni del Savuto, ma ancor peggio fanno le antipatie personali tra gli amministratori, ormai accecati da insulsi protagonismi.

Vieppiù, da tempo ho sottoposto al Consesso roglianese (anche tramite l’ausilio del gruppo consiliare “Un’altra Rogliano”) delle misure per lo sviluppo e la crescita dell’area, ahimè liquidate in maniera frettolosa come non attuabili dalla maggioranza. Penso alle short-list, al reverse vending, all’ufficio per la gestione del programma Youth Garantee, o ancora, all’ufficio di collocamento interno, alla defiscalizzazione per le nuove imprese, infine, il sogno, una cooperativa per il recupero delle terre abbandonate, ma ancora in frutto.

Quanti giovani (e meno giovani) dovranno ancora emigrare per porre fine all’immobilismo che caratterizza la politica locale: Fabio, Andrea, Marco, Giuseppe, Giancarlo, Fausto, Antonio, Tonino, Isidoro, Sonia, Pino, Carmelo, Sergio, Gianfranco, Pietro etc., con molta probabilità non sarebbero emigrati se avessero avuto un’opportunità nel proprio paese. Il problema principale sul quale intervenire è dunque la crisi occupazionale, non si può più rimanere inermi difronte a siffatto sfascio, è auspicabile perciò un maggior impegno da tutti i fronti, ed anche delle sopite coscienze cattoliche, che hanno il dovere di ritornare ad interessarsi delle sorti del Savuto.

Le grandi difficoltà dell’ora presente richiedono un sussulto di consapevolezza e di partecipazione che non sia circoscritto alla pur necessaria dimensione tecnico-politica. In quest’ottica, che riguarda insieme cittadini, istituzioni e società civile, una responsabilità particolare spetta ai cattolici, portatori di una visione e forti di una presenza che possono recare un grande contributo al risveglio delle coscienze (così, Mariano Crociata, vescovo cattolico italiano, già segretario generale della CEI). Non mi stancherò mai di denunciare e di partecipare alla vita politica del mio paese!

Data: 17 aprile 2018.

* Avvocato.

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