Nuovo ospedale di Cosenza, Bevacqua indica Arcavacata come possibile sito per la realizzazione della struttura

“LA QUERELLE sul nuovo ospedale per l’Area Urbana Cosentina si sta tramutando in un incomprensibile braccio di ferro fra il Comune di Cosenza e la Regione Calabria, in ragione del quale si rischia uno stallo che perde di vista la finalità primaria da perseguire. Per questo credo sia giusta e condivisibile la proposta, per alcuni aspetti fors’anche provocatoria, avanzata dal presidente Oliverio di pensare a un sito che non sia più il capoluogo della provincia”.

È quanto dichiara il consigliere regionale Bevacqua, che così prosegue: “non si può ridurre il problema a una mera disputa territoriale, incatenata al dilemma Vaglio Lise sì o Vaglio Lise no. Il compito di chi governa una regione già fragile e debole di per sé è quello di organizzare la rete ospedaliera in maniera razionale e tale da offrire ai territori e alle Comunità servizi di qualità in termini di strutture fisiche intelligentemente dislocate, di salvaguardia dei LEA e di tecnologie avanzate per la piena garanzia del diritto alla salute”. “L’individuazione del sito – continua Bevacqua – non può risultare da opzioni prive di contestualizzazione e, forse, una estrema correttezza e rispetto per il capoluogo, ha impedito, sinora, di interrogarsi sulla concreta possibilità di pensare ad altri siti, fra i quali quello di Arcavacata che, naturalmente e logicamente, può essere oggetto di studio di fattibilità, anche in ragione del suo essere baricentrico e pienamente funzionale a collegare l’Area Urbana con l’intero territorio della provincia di Cosenza. Ecco perché a me paiono del tutto ragionevoli la discussione e il dibattito che si stanno sviluppando in merito a tale ipotesi. Soprattutto, se questa idea progettuale venisse collegata all’ipotesi, già lanciata dal presidente Oliverio dal 2011 e approvata allora dal consiglio provinciale, di istituire una facoltà di Medicina all’Unical: non per aprire una concorrenza nei confronti di Germaneto, ma per costituire una base di secondo triennio in diretta e proficua sinergia con una nuova struttura ospedaliera. Lungi da me ogni logica di scontro territoriale: la proposta mi convinse allora e mi convince oggi, nell’ottica della costruzione di un sistema universitario di eccellenza al servizio della Calabria, dei suoi giovani e di un sistema sanitario che, senza ricerca, risulterebbe monco e cristallizzato. Anche perché le specializzazioni già presenti presso l’hub dell’Annunziata giustificano in pieno l’integrazione con l’attività assistenziale e con l’auspicata facoltà di medicina”.

“Confesso – conclude Bevacqua – di non comprendere l’assenza del sindaco Manna dal dibattito relativo alla vicenda, quasi che il Comune di Rende non abbia interesse a contribuire al destino del proprio territorio e apprezzo l’iniziativa dei consiglieri comunali di minoranza che hanno richiesto apposita seduta consiliare ad hoc per il prossimo 5 giugno. Da parte mia, come unico consigliere regionale residente a Rende, ho più volte manifestato la mia disponibilità nei confronti dell’attuale amministrazione comunale per contribuire a supportare progetti, idee e soluzioni nelle sedi istituzionali opportune. Ribadisco, pertanto, anche in merito a tale problematica, tutto il mio impegno per un confronto aperto e franco, al fine di favorire una soluzione che rientra nella mia visione di una nuova e forte identità che consenta a Rende di proporsi come la città dell’innovazione”. ​

Data: 05 giugno 2018.

Fonte: ufficio stampa consigliere regionale Domenico Bevacqua.

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