“Il Cammino di San Pietro”. Rogliano, dieci incontri tra storia, arte e spiritualità promosso dall’Unità Pastorale

SI E’ CONCLUSO con una Santa Messa serale il ciclo di appuntamenti sulla figura e sull’opera di San Pietro. Ciclo promosso dall’Unità Pastorale nell’imminenza della festa dedicata all’apostolo e primo papa della Chiesa cattolica. Dieci giorni per dieci incontri tra storia, arte, spiritualità e animazioni che hanno coinvolto giovani e meno giovani, costituendo una vera e propria novità, in questo periodo, per la Comunità parrocchiale roglianese. Come il rivestimento con paramenti papali della statua del Santo che si trova collocata sull’altare maggiore del Duomo di Rogliano. Occasioni che hanno richiamato fedeli ma anche intellettuali e religiosi impegnanti nel mondo della cultura e della comunicazione. Tra queste, oltre alla presentazione della facciata esterna curata da Alessia Marasco (con intervento musicale di Giuseppe Di Nardo), l’illustrazione della storia e degli interni dell’edificio religioso da parte dei professori Leonardo Falbo e Cinzia Colacino, e la relazione sull’organo a canne di Antonio Stumpo. Lo strumento risalente all’anno 1740 situato sulla cantoria sarà presto restaurato. Molto apprezzata anche la presentazione del libro di don Enzo Gabrieli, dal titolo “Le lacrime di Pietro” – il primo di una collana riservata agli Apostoli (Tau Editrice), in cui è riassunta la vicenda umana e cristiana del pescatore di Cafarnao “roccia incrollabile su cui il Signore ha voluto costruire la sua Chiesa”. “Un libro che si sviluppa in un crescendo di emozioni. Pietro è l’uomo della sequela. Nelle sue lacrime – ha spiegato Roberta Misaggi – c’è tutto l’amore nei confronti di Cristo”. Pietro, dunque, il pescatore di Galilea che Gesù trasformò in pescatore di uomini: il carattere irruento, la fragilità emotiva, la vita nella villaggio posto sulle rive del lago di Tiberiade, la chiamata, il percorso assieme al Maestro, la missione e la morte in croce issata al contrario sul Colle Vaticano, a Roma, durante le persecuzioni di Nerone. “I Santi sono una delle vie privilegiate per l’evangelizzazione dei popoli”. Pietro “è l’apostolo più grande ma anche tanto vicino alla nostra esperienza umana e cristiana. E’ l’uomo della sequela – ha affermato l’autore – e nella vita, come in un film, si vede raccontata l’esperienza del seme accolto ora sulla strada, ora fra le spine, ora fra i sassi, ora nel terreno fertile”. Fortemente voluto dai sacerdoti don Serafino Bianco e don Davide Gristina, il programma de “Il Cammino di San Pietro” – alla cui stesura (e realizzazione) hanno collaborato i gruppi parrocchiali e le Suore Canossiane, ha rappresentato un momento di confronto, preghiera e condivisione all’interno della Comunità roglianese. “In questo paese esiste una grande ricchezza umana, artistica e culturale. Per questo – ha ricordato don Bianco – è importante mettersi in gioco e crescere insieme”. Il sacerdote, che ha confermato l’appuntamento di luglio con il Novenario di Maria Santissima delle Grazie in Camino, ha chiesto maggiore attenzione per le chiese e per quanto attiene agli antichi luoghi di culto presenti sul territorio.

Gaspare Stumpo

Data: 19 luglio 2018.

Fonte: ‘Parola di Vita’.

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