Rogliano. Atmosfere d’altri tempi al Novenario di Maria Santissima delle Grazie *

di Gaspare STUMPO *

LA TRADIZIONE è tanto consolidata quanto l’attaccamento dei fedeli verso la Vergine. Da tempo immemore, infatti, il Novenario in onore di Maria Santissima delle Grazie rappresenta un momento importante nella vita spirituale della cittadina. Gruppi di fedeli secondo la vecchia usanza si recano presso la chiesa di “Camina” – in una zona situata a margine del centro storico di Rogliano, per assistere alla funzione eucaristica. Lo fanno per devozione scegliendo di percorrere a piedi il tragitto che separa il paese dalla campagna, beneficiando delle temperature estive molto spesso mitigate dalla dolce brezza serale. Un evento che per alcuni aspetti richiama l’atmosfera di Lourdes, con preghiere, riflessioni, canti popolari e persino una fiaccolata a conclusione delle celebrazioni. Alcuni decenni addietro, ricordiamo, la statua della Madonna veniva portata nelle contrade silane, mentre al suo rientro si svolgeva la benedizione delle auto. Una vera e propria festa con un programma (civile e religioso) che coinvolgeva un’ampia fetta di popolazione all’interno della Vallata. Un programma di cui non si è persa la Memoria e che oggi, in tanti, vorrebbero ripristinare. Come il restauro del sacro edificio che conserva il soffitto, gli affreschi mariani, parte degli arredi lignei del 1724 (con intagli di Nicola Altomare) e il portale in tufo del XVI° secolo. A differenza degli anni scorsi, prima della processione (e in occasione della funzione domenicale) la statua di Maria Santissima delle Grazie è stata portata nella Chiesa di San Pietro. “Chiediamo al Signore di poter diventare, attraverso la Vergine, sempre più giusti davanti a Lui. Ad accogliere la Sua volontà e – ha spiegato don Serafino Bianco rivolgendosi all’assemblea – non agire alla maniera nostra facendo quello che a volte potrebbe offendere anche gli altri. Chiediamo questa grazia: diventare giusti, passo dopo passo, come hanno fatto Giuseppe e Maria che accogliendo Dio nella loro vita hanno beneficiato della sovrabbondanza in grazia da parte del Signore”. Ecco perché – ha ricordato il sacerdote – veneriamo la Madonna con un titolo così bello: la piena di Grazia”. Il Novenario si è concluso con la Santa Messa serale concelebrata da don Luca Perri, don Serafino Bianco e don Davide Gristina. La fiaccolata che dal duomo ha accompagnato la statua della Vergine presso il santuario di “Camina” – ha creato, ancora una volta, l’atmosfera di una piccola Lourdes nella campagna roglianese.

*direttore responsabile savutoweb.it gasparemichelestumpo@pecgiornalisti.it )

Data: 23 luglio 2018.

Fonte: ‘Parola di Vita’.

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