“L’uomo è custode del Creato”. Con 104 bambini al via il Grest 2018 della Comunità parrocchiale di Bianchi e Colosimi

Per la Comunità parrocchiale di Bianchi e Colosimi presso l’oratorio “San Domenico Savio” da qualche giorno ha preso il via il Grest (GRuppo ESTivo) versione dell’oratorio dedicata ai più piccoli. Sono 104 i bambini e ragazzi (nelle foto) che vi partecipano e scesi nel piazzale animati e felici di partecipare all’esperienza formativa e creativa di laboratorio in programma per due intense settimane. Un vero e proprio momento rivolto ai ragazzi delle scuole dell’obbligo ed anche ai giovani che, insieme al giovanissimo parroco delle due Comunità, don Giuseppe Trotta e delle due dinamiche monache, Suor Elena e Suor Luisa affiancate da 54 animatori comprese alcune mamme per condividere una significativa esperienza di vita e di amicizia nel nome di Gesù. <<Il Grest – spiegano i promotori – assume un significato non facile da spiegare se non è vissuto con forza, sentimento e partecipazione. Per i preparatori il Grest è un momento di crescita personale e soprattutto un modo per mettersi al servizio del prossimo>>. Quindici giorni a Bianchi per ritrovarsi a giocare, danzare, ballare, ridere, pregare, cantare, laboratori, drammatizzazione della storia, tornei. Il tema di quest’anno: “L’uomo è custode del Creato”. Dio Padre ha affidato alle mani dell’uomo la capacità di essere laborioso. <<Attraverso il lavoro – spiegano le suore – ciascuno, dal più grande al più piccolo, può collaborare alla realizzazione di qualcosa di bello per il mondo. Il lavoro ci permette di condividere con Dio l’opera della Creazione e con l’impegno di custodire il dono inestimabile del creato>>.

Lungo questo percorso, i ragazzi saranno accompagnati dalla storia di Sofia, una bambina curiosa e con la sua vita spalancata alla bellezza della creazione e all’incontro con gli altri. Quattro verbi ci verranno consegnati da Sofia, stessa nella trama del racconto: osservare, creare, scambiare, narrare. Sei le squadre che portano il nome di un mestiere in dialetto biancaro: furnari, gelatari, venduliari, scarpari, zappaturi, muraturi nei cui laboratori si realizzeranno simpatici oggetti con materiale di recupero (cuoio, cartone, plastica …) da portare a casa. Non mancheranno poi, laboratori dove la creatività e la capacità simbolica del bambino saranno stimolate ad instaurare un dialogo con un albero, a far interviste ad alcune persone impegnate nelle varie professioni sul territorio, a creare un foglio d’informazione.

Pasquale Taverna

Data: 25 luglio 2018.

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