Valle del Savuto, cresce il numero delle persone che si lascia attrarre dal territorio. L’esperienza dell’Anir *

*di Angela GALLO

CRESCE il numero di persone che si lascia attrarre da un territorio che sembrava dimenticato e senza attrattiva. Per le vie di Marzi e Rogliano oggi escursionisti esperti, viaggiatori, sicuramente non turisti per caso, hanno scelto di venire per conoscere un pezzo di Calabria che l’associazione ANIR, con la collaborazione di “tanti amici”, stanno riportando all’attenzione che merita per la bellezza di una natura selvaggia e di ogni angolo che racconta storie lontane a chi le vuole ascoltare.

Che fosse un obiettivo impegnativo era previsto, che rendersi credibili all’utenza non fosse così scontato era una consapevolezza, che le risorse umane ed economiche non sono mai sufficienti è una certezza, ma le giornate come quella di oggi restituiscono la voglia di andare avanti e fare sempre meglio. Abbiamo visto la curiosità dei nostri ospiti verso le particolarità dei nostri centri storici, le numerose foto scattate ai portali, alle opere degli Scalpellini roglianesi, lo sguardo incredulo quando sono stati citati i personaggi storici passati dai nostri territori, le personalità importanti a cui i nostri paesi hanno dato i natali, la bramosia di sapere le leggende legate ai ponti.

Ma le nostre escursioni sono storie di incontri e di scambi, durante i racconti si apprendono similitudini con storie di altri paesi, etimologie comuni di termini dialettali che si somigliano, perfino ricette nuove utilizzando vegetali che sono presenti sul nostro come in altri luoghi. Tutto questo è stata la prima esperienza di trekking urbano dell’Associazione fatta con il prezioso contributo di una preparata guida Aigae, Francesca Sarcone che ha saputo spaziare nello spiegare l’architettura come le caratteristiche geologiche e naturalistiche di questo scorcio del Savuto.

Punto di partenza è stato il Comune di Marzi dove l’Amministrazione comunale ha inteso accogliere gli escursionisti con una lauta colazione nel segno di una convivialità che ci è consueta. Altra proposta della giornata è stata la visita alla realtà imprenditoriale “Antiche Vigne” di Gianfranco Pironti, la sua cantina e i suoi vigneti hanno sorpreso gli ospiti che hanno in parte appreso il disciplinare dei vini del Savuto.

Dal trekking urbano al trekking classico nella natura, tra piante di fichi, prugni, sambuco, querce e castagni, imbattendosi in terreni pieni di bulbi di ciclamini e fiori selvatici colorati, seguendo le testimonianze di maestranze senza titolo di studio ma che ci hanno lasciato splendidi muri a secco che, ancora oggi, impediscono pericolose frane. Arrivati alla Cascata (del Cannavino, ndr) misurarsi con la discesa lungo la roccia che affianca le acque è d’obbligo così come concludere con un delizioso pasto a base di pane di “Cuti” declinato attraverso ricette semplici e tradizionali (pitta ccu frittata de cipulle, pitta ccu frittata de cucuzzeli, mursellu, tozzetti con peperoncino e non, pane) accompagnate dal prezioso vino di Antiche Vigne testimonianza di un’ enogastronomia di qualità.

Ringraziamo gli amici escursionisti dell’Appennino Paolano, autori dell’ ormai rinomato Cammino di San Francesco, gli altri ospiti presenti; l’Amministrazione Comunale di Marzi per l’accoglienza, i mezzi di trasporto e la disponibilità che sempre ci riserva; l’amica Francesca Sarcone per la sua professionalità; Gianfranco Pironti e consorte per la passione che traspira dal loro lavoro; e la “poetessa” del pane Pina Oliveti che ha accompagnato il suo prezioso omaggio culinario con versi in vernacolo roglianese e che quindi abbiamo sentito particolarmente nostri.

Data: 03 agosto 2018.

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