La Scuola nella formazione dell’individuo. I ruoli dell’insegnante e del pedagogista *

di Maria Simona GABRIELE

DOPO la famiglia, la Scuola rappresenta la più alta formazione di un individuo. L’istituzione scolastica è fondamentale non solo dal punto di vista culturale ma anche personale. Chi di noi non ricorda, in modo particolare, un piccolo e grande insegnamento che ci ha lasciato un  maestro? Più che per la preparazione ci portiamo nel cuore, per il resto della nostra vita, gli aspetti umani delle persone che incontriamo. Quella frase che da piccoli ci sembrava cosi lontana per le nostra forma mentis, o quell’esercizio apparentemente noioso e ripetitivo, da adulti riaffiora nei nostri pensieri mettendolo in atto in determinate fasi della nostra crescita. E cosi ringrazierai mille volte, magari proprio colui che ci ha fatto sudare di più

Se è vero che le teorie della Montessori restano intramontabili la Scuola, mai come oggi, ha bisogno di sradicarsi da antiche convinzioni sui metodi educativi e didattici, aprendosi a nuove frontiere come la tecnologia e nuove figure professionali di cui oggi l’istituzione scolastica necessita. Il pedagogista – che via via si è fatto strada affermandosi come figura ormai fondamentale – è colui che può guidare non solo l’alunno ma anche l’insegnante perché, se è vero che il maestro insegna, il pedagogista forma, capace com’è di rispondere alle numerose (e sempre più diffuse) problematiche di apprendimento. Gli studi hanno permesso di saper dare il giusto nome alle loro cose; alunni che un tempo erano classificati (e se vogliamo anche spesso declassati) in quanto definiti portatori di ritardi cognitivi, oggi sono considerati come alunni difficili, con disturbi dell’attenzione o specifici di apprendimento, le cui doti intellettive non sono affatto compromesse. Essi apprendono attraverso una didattica specifica che può essere applicata solo dagli esperti. Va specificato che gli alunni con ritardi cognitivi da sempre presenti nelle classi devono seguire il loro percorso didattico, ma ciò che oggi è importante è che possiamo fare una distinzione attraverso diagnosi. Ad ogni caso, corrisponde un piano educativo individuale.

Le lacune nel sapere di un tempo sono state spesso causa di dispersione scolastica. Un fenomeno che ancora oggi si sta cercando di arginare attraverso metodi mirati, motivando e valorizzando le potenzialità di ogni singolo bambino (o adolescente) che spesso si ritrova bombardato da ambienti clinici e visite mediche che incidono sulle sue relazioni interpersonali e sull’autostima. Ogni bambino è una fonte di ricchezza, la Scuola rappresenta il più alto punto di eguaglianza e non può creare differenze di alcun genere. Un insegnante che decide di abbandonare un alunno con bisogni educativi specifici è un insegnante fallito. Sarebbe molto più semplice ed appagante avere tanti alunni capaci di seguire le lezioni ed apprendere facilmente, perché scevri da difficoltà. E’ chiaro che il bisogno delle figure adatte che possano affiancare l’insegnante e collaborare con l’istituzione scolastica e la famiglia è di certo indispensabile. E’ fondamentale non solo il lavoro didattico, capire cosa fare e cosa invece evitare. Spesso, un genitore inesperto o un maestro impreparato possono influire negativamente sul percorso individuale del bambino. Certo, sarebbe un errore cadere negli eccessi dei tecnicismi  perché lo studio e la preparazione non bastano per automatizzare il problema. Come ogni mestiere, in primis la passione e l’intuito sono alla base. Ogni bambino ha i suoi tempi, anche di apertura e di predisposizione all’aiuto; ogni bambino ha il suo vissuto. Un lavoro fatto bene può salvare un alunno difficile e trasformarlo in un alunno brillante. Il pedagogista (e il tutor dell’apprendimento) non possono temere le sfide, anche quando ci si trova di fronte ai casi più disparati in quanto ogni bambino può essere formato attraverso un piano riabilitativo–educativo. Del resto, non dimentichiamoci che la storia ci ha insegnato che dietro una “disabilità intellettuale” si nasconde un grande genio, come ad esempio Leonardo Da Vinci, una delle figure più emblematiche ed affascinanti della nostra storia, con problemi di dislessia.

Ci auguriamo che la Scuola possa crescere insieme ai propri alunni, non solo da punto di vista professionale – dando nuovi sbocchi occupazionali – ma soprattutto dal punto di vista umano, in una realtà (dove al di là degli aspetti didattici e dei casi specifici) rimane l’ unica grande famiglia capace di colmare la grande crisi di valori di questo inizio secolo.

Data: 17 settembre 2018.

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