“Igei storia di un drago che faceva judo”. Il libro di Alessandro Bruyère presentato ai giovani del Savuto

OGNI giorno Igei rimaneva un po’ fuori da scuola alla fine delle lezioni, nella speranza che qualcuno volesse giocare con lui. Spesso si accorgeva che invece di ridere con lui, i draghetti preferivano ridere di lui (e c’è una grossa differenza!)”. Queste le prime frasi del racconto abilmente scritto Alessandro Bruyère. Sportivo nella vita fin dai suoi ricordi Bruyère – grazie ai primi risultati a livello agonistico nel Judo – approda alla Nazionale Italiana e, trovata occupazione sotto le Fiamme Azzurre, proseguire a tempo pieno l’attività agonistica, aprendo anche una delle scuole di Judo più rappresentative del nord Italia.

“Mettiamo a tappeto il bullismo” è il titolo dato alle serie d’incontri voluti nei giorni scorsi sul territorio dalla scuola Dojo Judo di Mangone dove, Bruyère ha raccontato la sua esperienza di sportivo e presentato il libro “Igei storia di un drago che faceva judo” storia del buffo draghetto con la faccia da pollo, scritta proprio per parlare in modo semplice e diretto di bullismo.

Massima attenzione e partecipazione dimostrata dai piccoli campioni della scuola Judo – nel primo incontro pomeridiano –  insieme ai loro genitori e dagli studenti di Rogliano la mattina dopo. Proprio nella scuola, alla presenza del dirigente scolastico Aldo Trecroci e di alcuni docenti si è argomentato – tramite il libro – di bullismo e di come è possibile conciliare l’attività sportiva con lo studio. “Si può fare, anzi dovete crederci fino in fondo, si può allenare il corpo tramite il Judo, come la vostra mente tramite la scuola e i libri, senza mai dimenticare i grandi valori di amicizia, lealtà e condivisione. Fare squadra, essere gruppo, serve a fare del bene tra gli amici e tra i banchi, serve a crescere ed imparare ognuno delle capacità e peculiarità dell’altro” Cosi Alessandro Bruyère al fianco del Maestro Eugenio Remorini nella due giorni tra i ragazzi.

Chi è Igei? Un buffo drago con la faccia da pollo, il personaggio del libro, ma anche la storia di decine di bambini che senza avere la faccia la pollo, senza essere draghi, forse un po’ timidi, riservati, appassionati ad altro che, a far caciara, tirare pallonate, e spintoni ai più piccoli, rimangono a volte ai margini scherniti dai bulletti dal branco. Storie che si scrivono tra corridoi delle scuole, nei cortili sotto casa nostra, ai giardinetti, tra le strade della città dove qualche piccolo ometto rimane emarginato solo perché non intendere essere uno tra tanti oltre quell’essere schivo, chiuso in se. Impariamo così a dire no al bullismo, si è più forti porgendo la mano al tuo amico, al tuo compagno di giochi, di sport, di scuola.

Massimiliano Crimi

Data: 26 ottobre 2018.

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