Ex Lsu-Lpu, sale la tensione tra i lavoratori. Tam tam sui social: “siamo stanchi è il momento di scendere in piazza”

TENSIONE altissima fra i lavoratori ex Lsu ed Lpu della Calabria a seguito della mancanza di determinazioni in Commissione Bilancio sull’emendamento che consentirebbe la prosecuzione delle attività e l’avvio del percorso di stabilizzazione, con lo stanziamento di fondi statali (oltre a quelli storicizzati dalla Regione) e lo sblocco delle deroghe necessarie per l’assunzione negli enti locali dopo oltre venti anni di “lavoro nero” e una breve fase di contrattualizzazione. I precari sono pronti a scendere in piazza sulla scorta di quanto avvenuto in passato per rivendicare diritti che ritengono acquisiti ma, soprattutto, per dare senso ad un impegno professionale a supporto di Comuni ed ex Comunità montane nella gestione dei servizi sul territorio. Oltre 4500 persone con ruoli e qualifiche diverse che, ricordiamo, hanno consentito alla Pubblica Amministrazione di sopperire alle carenze d’organico in più settori, determinando – di fatto – l’implementazione di funzioni e formazione, ma senza inquadramento e, soprattutto, senza riconoscimenti contributivi. Una anomalia giuridica sanata dopo anni di lotte e di rivendicazioni da parte di uomini e donne ormai fuori dal mercato del lavoro, in una terra segnata dalla mancanza di sviluppo e di opportunità. I lavoratori, che hanno già manifestato a Lamezia Terme ed a Catanzaro, sono pronti a scendere in piazza dando vita ad iniziative di protesta, anche forti, in Calabria ed a Roma. Il tam tam che si sta alimentando in queste ore sui social è indicativo di un nervosismo latente che rischia di innescare una vera e propria bomba ad orologeria. L’Unione Sindacale di Base, per esempio, ha diffuso una nota particolarmente polemica all’indirizzo del Governo nazionale e della stessa deputazione di maggioranza eletta in Calabria. “Oltre vent’anni di sottoprecariato con risvolti vergognosi di natura previdenziale, assistenziale ed economica, un contratto ottenuto dopo anni di battaglie sindacali, l’assenza di decisioni sulla storicizzazione dei fondi e sulla predisposizione di deroghe per l’avvio di percorsi di stabilizzazione, la prospettiva del licenziamento a fine anno, suggeriscono – scrive Aurelio Monte – una presa di posizione ferma contro la totale assenza di decisioni e l’indifferenza nei confronti della nostra regione”. I Parlamentari, la Regione, i Sindaci sono chiamati ad assumersi la responsabilità in rapporto al proprio ruolo ed alla propria funzione, per tutelare gli interessi di migliaia di uomini e di donne che ogni giorno compiono il loro dovere in un territorio mortificato e scarsamente considerato dalla Politica Nazionale. E’ il momento di tirare fuori orgoglio e dignità. E’ il momento – conclude l’UsB – di scegliere da quale parte stare: dalla parte dei cittadini o dalla parte dei nemici della Calabria”. (R.S.)

Data: 03 dicembre 2018.

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