Cellara ricorda l’insegnante Angelina Pugliese. Messa di requiem officiata dal vescovo Leonardo Bonanno

NEL PRIMO anniversario della morte all’età di 96 anni della maestra Angelina Pugliese (nella foto) maritata Cesario, una messa di requiem è stata officiata venerdì 16 novembre 2018 nella chiesa di San Pietro a Cellara, paese natale, piena di gente venuta dai vicini paesi per un omaggio cristiano.

Erano accanto al figlio Giacomo tanti amici e parenti strettissimi, ex alunni e alunne ai quali è parso giusto e doveroso rievocarne la memoria e ricordarne la dolce figura, l’umile dedizione. Una donna, Angelina, che ha vissuto la sua esistenza senza volere apparire. La sua è stata una vita dedicata alla famiglia, alla scuola, retta da valori solidissimi, la bontà, la lealtà, l’educazione.

Nell’omelia, il vescovo Leonardo Bonanno, dopo una serie di rievocazioni, si è soffermato sulla importanza dell’opera educativa sempre valida nello scorrere implacabile del tempo, sul valore dell’esempio, che ha più forza di tante parole, richiamando molto gentilmente la nobile fatica di Angelina, che ha dato esempio di vita a generazioni intere.

Al termine del rito, accompagnato dal Coro parrocchiale, la ricorda con commossa familiarità Mimmo Andrieri che dall’ambone ha parlato con sincerità d’espressione, rivivendo momenti duri e difficili che segnarono l’esistenza della “signora” Angelina, donna forte nel vero e alto senso cristiano, tanto vicina a noi, sempre presente e dolcissima, che è nelle coscienze e nel cuore di quanti hanno fatto di lei un punto di riferimento.

A ricordo della maestra indimenticabile, che riposa nel camposanto di Cellara accanto al marito e alla figlia, la poetessa Agata, e a conferma di una vita e di un insegnamento esemplari, sono pervenute amorevoli testimonianze di stima e di ammirazione sincera, fra tutte piace menzionare quelle di Silvana Sganga, Mariangela Orlando, Teresa Nicoletti sue alunne negli anni ormai lontani delle elementari: “E se in noi di quella generazione è restato, pur nel volgere degli anni e delle vicende, un’ideale di vita, una consuetudine di sane letture, lo dobbiamo alla buona mite e silenziosa maestra Angelina, simbolo di un’epoca per noi memorabile, e non solo per noi”.

Ecco una frase da una cartolina di un suo alunno migrato in Canada negli anni Cinquanta: “Era brava ad insegnare e la scuola era per lei un riposo e una festa … le ore delle sue lezioni risultavano sempre efficaci e piacevoli”.

All’amico e medico Tonino Scarpelli, che di frequente andava a trovarla non riuscì difficile il giorno dei funerali a Cellara, presente il nipote Carmine, dire che era sofferente, e i segni trasparivano dal suo corpo, quasi la cosa non la riguardasse, accogliendo tutti serenamente col suo abituale sorriso.  E don Frederic, nell’omelia della messa esequiale prima di aspergere la bara di acqua santa disse felici e affettuose parole di conforto e di coraggio.

Subito dopo alla cara maestra si è rivolta con voce sottesa Antonietta Nicoletti: “Due semplici parole per ringraziarTi per quello che hai fatto per tutti i tuoi alunni. Oggi vogliamo ricordarTi regalandoti delle rose… quello che sei stata per noi. E lo faremo ancora omaggiandoTi con delle Messe in suffragio della tua anima benedetta, perché, cara maestra Angelina, sei stata grande e rimarrai sempre nei nostri cuori”.

C’era chi diceva addio Angelina cara, sempre misurata e serena, capace di rimanere nell’ombra con la forza silenziosa delle donne di tanti anni fa, signora vera di un’Italia migliore che scompare un po’ anche con te.

Data: 05 dicembre 2018.

 

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