Ex Lsu-Lpu, Comuni paralizzati. I lavoratori pronti a raggiungere Roma. L’Anci sollecita l’attenzione del Governo

LE SEGRETERIE regionali di Cgil, Cisl e Uil Calabria hanno proclamato lo stato di agitazione in tutti gli enti in cui prestano servizio gli ex Lsu ed Lpu. La presa di posizione segue di qualche ora la protesta, peraltro molto forte, organizzata a Lamezia Terme contro l’assenza di provvedimenti in Finanziaria circa lo stanziamento dei fondi e la stabilizzazione del personale il cui contratto scade, ricordiamo, il 31 dicembre 2018. La mancanza di pronunciamenti ufficiali (al momento ci sono dichiarazioni del ministro Lezzi e del vice ministro Castelli) circa la volontà del Governo di procedere alla storicizzazione delle somme e all’assunzione definitiva dei precari a partire dai contenuti della Legge di Bilancio, ha inasprito gli animi e portato alla nuova contestazione. Due giorni di mobilitazione con momenti anche concitati vissuti presso la stazione e l’aeroporto lametini. Gli ex Lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità hanno contestato l’assenza di provvedimenti in rapporto al percorso di stabilizzazione intrapreso dopo un lungo periodo di “lavoro nero di Stato” al servizio delle Amministrazioni locali nella gestione dei servizi sul territorio. Affermazioni condivise dalla maggior parte dei sindaci che ritengono “fondamentale” l’apporto del Comparto per il funzionamento degli uffici comunali e il disbrigo delle pratiche. “Indietro non si torna” è lo slogan che risalta nelle dichiarazioni dei protagonisti. Uomini e donne non più giovanissimi determinati a lottare per “diritti acquisiti dopo anni di impegno e formazione senza tutele e garanzie previdenziali”. La protesta, dunque, potrebbe spostarsi a Roma ed ottenere l’adesione di oltre 4000 lavoratori disposti a raggiungere la Capitale con un treno speciale in programma per la serata dell’11 dicembre. La vertenza, intanto, ha portato al (quasi) blocco dei servizi all’interno dei Comuni e alcuni sindaci hanno deciso di scrivere una nuova lettera ai Prefetti per sollecitare l’attenzione delle Istituzioni. Per voce del presidente Gianluca Callipo, l’Anci Calabria ha confermato solidarietà ai lavoratori. “Più passa il tempo, maggiori sono le preoccupazioni che si accumulano – ha detto Callipo. Da mesi ormai i Comuni calabresi sollecitano una piena assunzione di responsabilità da parte di Governo e Parlamento su un problema che rischia di mettere in ginocchio gli enti locali e gettare nello sconforto 4500 famiglie”. (R.S.)

Data: 06 dicembre 2018.

 

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