Don Mario Vizza, il prete della modernità *

di Gaspare STUMPO *

E’ STATO il parroco per antonomasia, il sacerdote simbolo di una epoca segnata dall’approccio con la modernità dopo gli anni difficili del Dopoguerra contraddistinti dalla volontà (e dalla caparbietà) dei parentesi di aprire una stagione nuova puntando sulla fiducia e sul lavoro in modo da porre le basi per una società socialmente ed economicamente avanzata. Don Mario Vizza (nella foto) ha saputo coniugare azione pastorale, cultura e innovazione facendo leva sulla capacità di interagire con le persone e sull’attitudine a capire ed a sfruttare i mezzi di comunicazione di massa cosi come descritto nei documenti dalla Chiesta post-conciliare. Un prete che ha “spalancato le porte del mondo” indirizzando la gente verso contesti globali e divenendo quasi determinante nella promozione di iniziative alcune delle quali storiche. Don Mario è stato un precursore dei tempi, un pioniere di quella che più avanti sarebbe diventata l’era della informazione legata alla stagione digitale ed alla rivoluzione informatica. Un “sacerdote ad alta frequenza” – come veniva descritto – capace di fondare una emittente radio, una banda musicale, un gruppo scout e persino le majorette. Un prete proiettato al futuro ma con i piedi saldi nella tradizione che amava i viaggi, il teatro e la fotografia. Interessi che faceva confluire nelle pagine Internet riservate alle attività di parrocchia ed a quelle sociali e culturali di Parenti. Un uomo semplice, generoso, desideroso di ammirare e fare ammirare “le cose di Dio”. Un uomo di Chiesa che ha amato il ministero e l’insegnamento coinvolgendo giovani e meno giovani, non badando a spese quando si è trattato di promuovere (e sostenere) un servizio educativo per i parrocchiani. Ordinato presbitero il 7 luglio 1967, Don Vizza ha svolto la sua missione come parroco a Parenti e a Saliano (Rogliano). Si è spento il 31 dicembre 2015 all’età di 75 anni. A lui, nell’ambito di una manifestazione organizzata alla presenza di istituzioni civili e religiose, di rappresentanti dell’associazionismo e di persone giunte da più parti della Vallata, la città ha voluto intestargli lo spazio attiguo alla Chiesa Madre da poco restaurato. “Festeggiamo, non dobbiamo avere tristezza nel volto e soprattutto e nel cuore. Oggi – ha detto il sindaco Donatella Deposito – ricordiamo un grande uomo, don Mario, che ha lasciato in ognuno di noi un grande ricordo, un segno. Ricordiamo il nostro sacerdote e portiamo avanti la sua eredità spirituale, nei valori che ci contraddistinguono e come lui stesso ci ha insegnato”.

*Direttore responsabile www.savutoweb.it gasparemichelestumpo@pecgiornalisti.it )

Data: 13 dicembre 2018.

Fonte: ‘Parola di Vita’.

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