Alla Biblioteca Nazionale una mostra di pittura “Omaggio a Cosenza” di Edison Vieytes. In primo piano alcuni tra i luoghi più belli del centro storico

SI E’ SVOLTA, presso la Biblioteca Nazionale, la mostra di pittura “Omaggio a Cosenza” di Edison Vieytes. L’iniziativa e’ stata programmata dal 15 al 21 dicembre, dalle ore 08.00 alle ore 18.30, presso la Sala Giacomantonio. Vieytes, artista di origini uruguaiane da molti anni residente nella Città dei Bruzi, ha proposto oltre venti opere (olio su tela, carboncino sanguigno, pastello-olio) che raffigurano alcuni tra i posti più belli del centro storico, in un percorso ideale, peraltro molto caratteristico, in cui la perfezione e l’eleganza delle prospettive sono sublimate dall’armonia di luci, ombre e colori. Tra di essi il Duomo, il Teatro Rendano, il fiume Crati, la Cupola di San Domenico, il Liceo Telesio, il Castello Svevo, il Palazzo Arnone. Questi ed altri dipinti che confermano l’amore di Vietytes per Cosenza e i suoi monumenti in quanto “spazio eterno” e “luogo della Memoria” capace di elevare lo spirito. Un contesto elegante, raffinato, pregno di senso ma per certi aspetti abbandonato a se stesso, relegato o sacrificato sull’altare del cambiamento. Il taglio del nastro è stato preceduto da un convegno nel corso del quale sono intervenuti la poetessa Teresa Scotti, il direttore di savutoweb.it Gaspare Stumpo, l’architetto Venazio Spada e la storica dell’arte Carmen Cospite. Gli interventi sono stati intermezzate da brani curati dai musicisti Giorgio Gaudio, Beniamino Ritacca, Alessia Cardillo, Miriana Turano. E da coreografie eseguite da Veronica Vieytes e Federica Sacchi. I relatori hanno messo in evidenza gli elementi della pittura di Edison Vieytes: la tecnica, le forme, i colori. Ma anche il pensiero, la sensibilità dell’artista, la capacità di “interpretare” i luoghi e di lanciare un messaggio attraverso la bellezza. “Le opere di Edison – scrive Carmen Cospite – contengono le qualità che mancano nell’ambiente comune, e permettono di sperimentare come pausa di ricreazione saltuaria l’armonia andata perduta in città e quindi anche della vita quotidiana”. Un concetto, quest’ultimo, ripreso da Venanzio Spada, per il quale “Cosenza, da città solidale è divenuta città ostile”. Un riferimento ai “valori della cultura” e alle difficoltà legate all’abbandono. Con richiamo, ovviamente, al centro storico.

Data: 21 dicembre 2018.

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