“La famiglia: luogo di crescita e tradizioni”. Un convegno a Rogliano del Rotary Club Valle del Savuto

“ABBIAMO fatto lavoro e tanto rispetto per la famiglia, ma viviamo in condizioni non facili. Ciò vuol dire che i pilastri della Costituzione stanno venendo meno. Ancora non è nato un Governo che metta veramente al primo posto il primo articolo della Costituzione. Nessuno ne parla, eppure è fondata sul lavoro e sulla famiglia. In pratica non esiste una legislazione che tuteli>>. Così ha esordito monsignor Francescantonio Nolè, arcivescovo di Cosenza-Bisignano che insieme al professor Luca Parisoli dell’Unical ha relazionato sul tema “La famiglia: luogo di crescita e tradizioni” incontro (nelle foto) promosso dal Rotary club Rogliano VdS presso il Museo d’Arte Sacra di Rogliano. Sono intervenuti i presidenti del Club Rotary “Lamezia Terme” e “Reventino” avvocato Domenico Galati e ingegner Giuseppe Sirianni, il PDG Francesco Socievole Amantea, don Serafino Bianco parroco della Città di Rogliano, dirigenti scolastici e rappresentanti dell’amministrazioni e associazioni del territorio.

Il presidente del Rotary Pietro Rizzuto, davanti una nutrita platea ha detto “l’iniziativa mira ad una riflessione su valori legati alla famiglia, sulle sue potenzialità e sui pericoli che corre nella società odierna. Intento del Rotary – aggiunge – di difendere e promuovere la famiglia”. Alcune citazioni sulla famiglia come quella di Vasco Rossi: “la vera trasgressione è fare una famiglia e mettere al mondo dei figli. Ci vuole impegno e coraggio, soprattutto per le donne” – ha dato inizio agli interventi. Per Luca Parisoli, professore all’Unical, la famiglia storicamente è un luogo di crescita e formazione non solo morale ma anche sociale “primo nucleo in cui gli esseri umani si sviluppano, maturano e si riproducono”. Funzionalità, progettazione, demografia, obbedienza, individualismo, concetti che il professore ha spiegato con cura”. Infine aggiunge che la famiglia non è nelle attenzioni della società attuale. All’osservazione sulle coppie dello stesso sesso che vogliono essere riconosciute come famiglie, l’arcivescovo dice: “io rispetto tutti, siete così, ma non pretendete di essere famiglia”. Ritiene ideale il luogo della famiglia per tornare a narrare le tradizioni, e tra i simboli del Natale, il Presepe è “simbolo vero di cristianità e cultura, di una vivacità e una eloquenza evidente”. Per monsignor Nolè non sole le tradizioni della fede e della religione devono essere tramandate, ma anche quelle familiari. Aggiunge che oggi in famiglia non si parla più di cose serie ma di sport, mode e internet. Argomenti e strumenti interessanti ma spesso deleteri, diseducativi e distruttivi per i bambini. Invita, infine, a cambiate seriamente cominciando dalla famiglia per sperare in un futuro migliore.

Pasquale Taverna

Data: 24 dicembre 2018.

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