Bevacqua: “incontro tra regioni del Sud a Cosenza contro il secessionismo finanziario”

“DA MESI il Parlamento e l’Italia discutono su una manovra finanziaria senza capo né coda, ma la manovra che rischia di mandare in pezzi l’unità nazionale sta viaggiando a fari spenti e sotto il silenzio inesplicabile di giornali e tv: il Governo giallo-verde si è impegnato a concludere entro metà febbraio le trattative in corso con Veneto e Lombardia per concedere l’autonomia differenziata su 23 materie e nessuno pare cogliere il pericolo incombente sulle regioni del Mezzogiorno. Noi abbiamo lanciato l’allarme già nell’incontro interregionale di ottobre e adesso ci ritroveremo il prossimo 11 gennaio per costituire una piattaforma che coinvolge amministratori di tutte le regioni meridionali, al fine di contrastare ogni ipotesi di secessionismo finanziario”. È quanto dichiara il consigliere regionale Mimmo Bevacqua, fondatore e responsabile del movimento politico-culturale Zonadem. “Ci ritroveremo – prosegue Bevacqua – presso la Sala degli Specchi della Provincia di Cosenza, insieme a presidenti consiliari e consiglieri regionali di Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia, già impegnati nella sottoscrizione di un manifesto comune per la salvaguardia della Repubblica una e indivisibile, così come sancita nell’art. 5 della nostra Costituzione. Senza entrare qui nei dettagli normativi che verranno esaminati e messi in luce durante l’incontro, la questione è estremamente semplice: se alle regioni del Nord verrà concesso di legare i trasferimenti statali al loro attuale gettito tributario, la conseguenza sarà che chi più ha più avrà. Non si tratta di favole, né di meridionalismo d’accatto: qui è in gioco la sopravvivenza del Paese”.

“Tutta la nobile discussione federalista – continua Bevacqua – si è ridotta a una prosaica questione di soldi: quel che è mio è mio e chi se ne frega della perequazione e della solidarietà nazionale. La ministra agli Affari Regionali Erika Stefani, veneta e autonomista, sta spingendo in tutti i modi per chiudere il cerchio; il potente sottosegretario leghista Giorgetti ha minacciato la crisi di Governo se il disegno di legge non dovesse passare. E i pentastellati, che hanno raccolto gran parte dei loro voti al Sud, cosa dicono? Nulla. E i tanti meridionali che hanno votato o si apprestano a votare Lega, sanno quello che sta accadendo? Tutto tace e nessuno pare ricordare che il primo accordo firmato a febbraio 2018 con l’allora Governo Gentiloni prescriveva a chiare lettere la compartecipazione di tutte le regioni al gettito dei tributi erariali: questa parte è scomparsa dal testo attualmente in circolazione”. “La nuova lega sovranista – conclude Bevacqua – sta realizzando il sogno della vecchia lega secessionista. Noi non ci stiamo e avvieremo l’11 gennaio una campagna senza sosta per garantire tre principi irrinunciabili: la fissazione e la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; la leale collaborazione e solidarietà fra le Regioni; la salvaguardia dei trasferimenti finanziari a fini perequativi. Stiamo contattando tutti i consiglieri regionali del Sud e stiamo ricevendo adesioni da colleghi di ogni parte politica, compresi M5s. Non è una battaglia di partito, ma di civiltà: l’accoglimento delle istanze del “Lombardo-Veneto” decreterebbe semplicemente la fine economica del Sud. L’Italia diventerebbe un non-Paese dove ogni Regione andrebbe per la propria strada e il Meridione, depauperato dalla Storia, affonderebbe definitivamente”.​

Data: 27 dicembre 2018.

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com