Rogliano, un convegno sul Sessantotto. Aspetti laici e cattolici. Dibattito promosso dall’Associazione culturale “RinnovaMenti”

Il Sessantotto, mito o realtà? Ne hanno discusso, nel corso di un dibattito promosso dall’Associazione culturale “RinnovaMenti” – il giornalista Luigi Michele Perri, il docente Unical Paolo Veltri, il sacerdote Vincenzo Filice e la professoressa Velia Aiello. Alla iniziativa (nella foto) hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni ed intellettuali. Partendo dal libro “Giornalisti a sedici anni” – Perri ha posto in sintesi le caratteristiche e gli andamenti di quell’epoca: le ideologie, i movimenti, gli slogan, le tendenze ma, soprattutto, la ribellione di una generazione nei confronti del passato. Un contesto sociale, economico e culturale che non corrispondeva più al presente e che ha portato allo scontro generazionale. “Il Sessantotto si è reso conoscibile alla storia e nella storia. Non è stata – ha detto Perri – un’epoca anonima”. Il giornalista ha fatto riferimento ad alcuni aspetti in Calabria, in particolare alla esperienza studentesca legata all’attività del giornale “Il Baricentro” – che in qualche modo ha anticipato gli avvenimenti del Sessantotto a Cosenza. “Avevamo un futuro. I giovani di oggi – ha spiegato invece Veltri – non hanno un futuro o forse questo futuro è oscuro”. Il professore si è soffermato, infatti, sui nuovi mezzi di comunicazione di massa e sul loro impatto sociale nella parte che attiene all’atteggiamento e alla mancanza di confronto tra persone. “Il Sessantotto ha portato alla modifica di gusti e costumi all’interno della società senza passare per le guerre. Non sappiamo – ha aggiunto Veltri – come saremmo stati se non ci fosse stata quella stagione”. Per monsignor Vincenzo Filice, infine, la contestazione di quegli anni non è stata estranea al mondo cattolico. Tutt’altro. “Ha avuto – ha detto – una matrice cattolica”. Il religioso ha ricordato i principi del Concilio Vaticano II, le motivazioni che hanno ispirato l’enciclica Populorium Progressio, i dettami di Paolo VI°, l’incapacità’ della Teologia di tenere il passo rispetto al processo di secolarizzazione del mondo. Ha poi letto (e sviscerato) il testo della canzone “Dio è morto” di Francesco Guccini. Riferimenti, nel corso del convegno, sono stati fatti partendo dalle tendenze dei giovani: quelli di ieri e quelli di oggi. In particolare è stato posto l’accento sulle caratteristiche legate alle mode, alla musica e alle nuove forme di emancipazione (e di degenerazione) politica e sociale.

Gaspare Stumpo

Data: 04 gennaio 2019.

Fonte: ‘Parola di Vita’.

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