A Colosimi la benedizione degli animali nel giorno di Sant’Antonio Abate. Rivivono le antiche tradizioni popolari

TORNA la benedizione degli animali (nella foto). L’anno scorso a Bianchi, quest’anno a Colosimi. Due Comunità che distano solo quattro chilometri le cui due parrocchie, San Giacomo Apostolo e Santa Maria Assunta, condividono lo stesso parroco: don Giuseppe Trotta. Tanti i partecipanti, immancabili suor Luisa e suor Elena, che nei giorni scorsi si sono ritrovati in compagnia dei loro animali nonostante la temperatura si avvicinasse allo zero. Cani, gatti, cavalli, conigli e persino una tartaruga hanno fatto da cornice alla ricorrenza di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali domestici. Occasione anche di incontro fra le due Comunità per socializzare, oltre che ricordare antiche tradizioni popolari che non devono essere dimenticate, come sostiene l’arcivescovo mons. Francescantonio Nolè. Don Giuseppe ha spiegato che nel disegno di Dio Creatore anche gli animali che popolano il cielo, la terra e il mare, partecipano alla vicenda umana. La provvidenza che abbraccia tutti gli esseri viventi si avvale di questi preziosi e fedeli amici dell’uomo per significare i doni della salvezza. Salvati dalle acque del diluvio per mezzo dell’arca di Noè. Poi, prima di spostarsi in Chiesa per la celebrazione della Santa Messa, il sacerdote ha impartito il rito della benedizione. “Invochiamo la benedizione di Dio sopra queste creature e rendendo grazie al Creatore che le ha poste al nostro servizio chiediamo di poter camminare sempre nella sua legge e di non venire mai meno alla nostra dignità umana e cristiana”. In Italia per Sant’Antonio Abate (da non confondere con Antonio patrono di Padova) c’è una forte venerazione nonostante è noto che il Santo non ha nessun legame con il nostro Paese. Antonio fu un eremita egiziano, vissuto nel IV secolo dopo Cristo, cui si deve l’inizio del cosiddetto “monachesimo cristiano”.

Pasquale Taverna

Data: 11 febbraio 2019.

Fonte: ‘Parola di Vita’.

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