Trecentottanta giorni per una risonanza magnetica. All’Annunziata di Cosenza fissato per il 2020 un esame ad una donna affetta da menincioma

L’ARGOMENTO Sanità in Calabria è uno degli temi più dibattuti sui social, sui giornali, dall’opinione pubblica quanto dalla stessa “saccente” politica. Si ridisegnano azioni, territorialità e priorità per il settore e per i cittadini ad ogni “cambio della guardia”. La Sanità calabrese del 2019 è ancora il tallone vulnerabile di una regione che stenta – in tanti settori – e che cade ferita ad ogni confronto con il resto del Belpaese. Anche al sud servirebbe, in maniera ferma e decisa, creare politiche sanitarie che abbiano come obiettivo la promozione della salute e la prevenzione come fattori di sviluppo della società e di sostenibilità dei sistemi sanitari. Tradotto: prevenire è meglio che curare; ergo risparmio sulla spesa pubblica. Premessa, quest’ultima, doverosa, prima di raccontare la storia di una signora affetta da menincioma, tumore che si sviluppa dalle meningi, tessuti che circondano la parte esterna del cervello. Dopo l’ennesimo ciclo di radioterapia, come prassi doverosa per conoscerne se l’attività medica abbia dato esiti sperati, viene prescritto alla persona l’esame (erogabile dal Servizio pubblico sanitario) che riportiamo nella sua esatta dicitura: “NRA 12 RM cervello e tronco ecefalico senza e con MDC”. Fin qui tutto nella norma. Alla paziente le viene riferito di presentarsi a Cosenza – Ospedale Annunziata presso l’unità diagnostica di Neuroradiologia per effettuare la risonanza magnetica. Dove sta l’inghippo? Mentre scriviamo corre l’anno 2019, mese di febbraio, giorno 18 e l’esame clinico tanto fondamentale per la signora è stato fissato per il giorno 4 marzo del 2020!  Circa 380 giorni a partire da oggi! Ci si augura che dietro un pc ci siamo persone pensanti e che, considerato quanto riportato nella scheda della malata, ci si renda conto dell’ennesima magra figura che la Sanità calabrese ha fatto con la nostra corregionale. Siamo tuttavia convinti che correggere è sempre meglio. Evitare alla diretta interessata di correre ai ripari fuori regione o di effettuare in qualche struttura privata l’esame pagando la prestazione a suon di euro. Storie che riteniamo “anormali” di questa Sanità made in sud dove gli ospedali si chiudono, le macchine per la disgnostica vengono conservate magari nel cellophane. In tanto passano i giorni.

Massimiliano Crimi

Data: 18 febbraio 2019.

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