Acli Terra Calabria presenta a Cosenza le direttrici per il rilancio dell’Organizzazione professionale agricola

Le Acli Terra Calabria in una riunione operativo-organizzativa presso la sede di Cosenza hanno deciso di rilanciare specifiche azioni di sviluppo, in modo particolare su tre direttrici: crescita delle adesioni di aziende agricole di qualità da inserire nella rete del Parco Agricolo Calabria; costituzione della “Comunità dei grani antichi e dei mulini a pietra” che ha già raggiunto l’adesione di oltre sessanta partner che rappresentano imprenditori agricoli, panifici, pastifici e mulini a pietra; la costituzione di almeno due cooperative di comunità per la trasformazione e vendita di prodotti agricoli di tipicità e eccellenza; la partecipazione attiva per la costituzione del Patto relazionale territoriale del cosentino e successivamente del Pollino; la costituzione di un gruppo di assistenza tecnica di agronomi per l’accompagnamento qualitativo delle aziende associate. In buona sostanza si parte dalle Acli Terra provinciali di Cosenza, territorio straordinariamente vocato alle produzioni di qualità, per poi estendere l’idea alle altre province calabresi. Ha introdotto e relazionato Pino Campisi presidente Acli Terra Calabria, presenti all’incontro-dibattito, molto costruttivo e propositivo, anche Caterina De Rose presidente Acli Cosenza, Pierino Fallico presisente Acli Terra provicniali, Bruno Chiarello, Carmelo Campolo, Santina Bruno, Piero Rende presidente del Parco Agricolo Calabria e Ivan Vercillo responsabile CAA Acli. “Un programma – ha sottolineato Pierino Fallico, che ci dovrà vedere impegnati a favorire il comparto agricolo che è uno di quegli ambiti che sicuramente possono dare alla Calabria la spinta giusta ed appropriata per creare nuovo sviluppo imprenditoriale agricolo e delle trasformazione delle produzioni e nuove occasioni di lavoro”. A breve un nuovo incontro nella sede Acli di via Alimena per stabilire le linee guida sulle progettualità individuate, alla presenza del vice presidente nazionale Gianluca Mastrovito. Sarà anche l’occasione per fare il punto sullo stato del PSR Calabria. Ma si parlerà anche di Acli Terra Mezzogiorno e di sviluppo integrato tra le regioni del Sud. Per trovare una possibile convergenza sulle opportunità da rilanciare, tanto più che le regioni meridionali senza una forte agricoltura non potrebbero fare alcun passo in avanti, atteso che il comparto, negli ultimi anni, è quasi esclusivo nella crescita delle produzioni di beni e nell’aumento delle occasioni di lavoro per i giovani. Insomma le Acli Terra Calabria hanno ben chiaro il progetto da definire e portare avanti. Sostenerlo e declinarlo poi sui territori marginali e delle aree interne dove vivono oltre quattrocentomila abitanti e che devono essere sostenuti con azioni di solidarietà e sussidiarietà, mantenendo in vita e in continuità tanta storia antica e tradizioni. In più le produzioni di grande valore ed eccellenza che non trovano pari nei mercati nazionali e internazionali. Senza dimenticare che vi è un rischio ancora più grande rappresentato dal pericolo spopolamento per via della natalità zero. Tutto questo porterebbe miseria civica e sociale e ulteriore degrado nelle aree interne. Ritornare ad abitare i territori della nostra civiltà contadina vuol dire anche mantenere un pezzo di storia socio economica di grande valore, in linea con quanto sta sostenendo in modo meritorio il FAI, che pone la riscoperta e rivitalizzazione di alcune aree come autentico progetto di sostenibilità e inclusione sociale.

Data: 03 marzo 2019.

Fonte: Acli Terra Calabria.

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