Emergenza cinghiali, Coldiretti sollecita l’adozione di provvedimenti in grado di contrastare il fenomeno

L’AUMENTO del numero di cinghiali sul territorio è fonte di preoccupazione non solo per i problemi causati all’interno dei campi, ma anche per la presenza di questo mammifero ai margini dei boschi, all’interno dei parchi, addirittura nelle città. In più, i cinghiali costituiscono un pericolo quando sono in compagnia dei loro cuccioli o sulle strade con gli automobilisti in transito. Introduzione di specie provenienti dall’Europa dell’Est, assenza di predatori naturali, condizioni climatiche, carenza di cibo sono alla base di un fenomeno che in pochi anni ha portato all’espansione demografica dell’ungulato nella quasi totalità delle regioni italiane eccezion fatta per la Sardegna. In Calabria, per esempio, il settore agricolo-forestale ha subito danni per milioni di euro con conseguenti polemiche e prese di posizione da parte delle associazioni ambientaliste e di categoria. Sotto accusa la gestione delle politiche venatorie e i programmi per il controllo delle specie selvatiche. Un insieme di situazioni che ha inciso sugli equilibri faunistici e sulla conservazione della biodiversità. L’azione di grufolamento dell’animale, infatti, è alla base della devastazione di terreni coltivati e vigneti, del sottobosco, con fenomeni di depauperamento riscontrati anche nel bosco. Sua è pure la responsabilità della maggior parte dei crolli dei muretti a secco con effetti importanti nelle aree soggette ad erosione o a dissesto idrogeologico. Cosa fare? La Coldiretti ha sollecitato l’adozione di una serie di provvedimenti di carattere normativo da parte della Regione Calabria con piani di controllo e contenimento in grado di contrastare efficacemente il problema, preservare il patrimonio e ristabilire i rapporti nell’ecosistema.

Gaspare Stumpo

Data: 31 marzo 2019.

Fonte: ‘Parola di Vita’.

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