Castrolibero. Piano assunzioni: lavoratori ex Lsu-Lpu verso lo stato di agitazione. Nota di Cgil, Cisl e Uil

 «NEL PUBBLICO IMPIEGO compreso gli Enti Locali, da qualche tempo, sono stati superati i vincoli che da oltre un decennio impedivano le assunzioni su tutti i posti che si liberavano a diverso titolo. Pertanto, finalmente, gli Enti locali con i conti a posto, possono procedere alle assunzioni. Da oltre ormai un ventennio, le carenze di personale createsi, sono state compensate dall’utilizzo del personale a tempo determinato ex Lsu_Lpu, che in tantissime realtà, pur essendo sottopagati per le mansioni nei fatti assicurate e senza un regime orario full-time (36 ore settimanali), sono diventati garanti dei servizi, soprattutto quelli minimi essenziali». «Per favorire l’inserimento in una posizione stabile di lavoro oggi lo sblocco delle assunzioni, nei limiti delle capacità economiche che vengono certificate nei piani annuali e triennali dei fabbisogni, diventa una opportunità irrinunciabile per il superamento di questo tipo di precariato. Con questo spirito e speranza la Nidil e Fp Cgil, la Fp Cisl, la Uil Fpl di Cosenza, hanno chiesto un incontro al sindaco di Castrolibero, che si è tenuto il 27 marzo u.s. La riunione è stata occasione per l’Ente per illustrare il piano dei fabbisogni, adempimento obbligatorio e strettamente collegato al Bilancio dell’Ente. Con grande costernazione e contrarietà le OO.SS hanno appreso che l’Ente ha intenzione di trasformare il rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato a soli 5 dipendenti rispetto ai 20 in servizio da oltre vent’anni! Eppure il Comune ha certificato una capacità economica per assumere di ben 390 mila euro circa, oggi sancita con l’approvazione del Bilancio, dando una risposta negativa ai Lavoratori e al Sindacato che hanno chiesto la stabilizzazione di tutti rapporti di lavoro per 18 ore settimanali, adempimento che avrebbe un costo di 230mila euro dunque ben inferiore ai 390mila disponibili, garantendo pertanto anche le operazioni interne utili alla Polizia Municipale, ma anche e soprattutto la possibilità di creare altra occupazione di livello alto, necessario alla organizzazione dell’Ente. Chiariamo da subito che altra occupazione significa che la stessa stabilizzazione del precariato e’ occupazione!

Il comportamento del Sindaco e dell’Amministrazione non ci sorprende, ma ci preoccupa per l’impatto che avrà su tutto il territorio calabrese. Dopo aver utilizzato e oseremmo dire in molti casi sfruttato la professionalità di questi lavoratori pagati da Regione e Stato, ora che si tratta non solo di amministrare ma anche di fare scelte etiche corrette, si tirano indietro disconoscendo il lavoro prodotto da vent’anni. Tema questo che crediamo sarà svolto anche dal resto della pletora di amministratori locali che sfruttano tutto l’indotto che conta oltre 4.500 persone! È utile sottolineare che il personale precario porta in dote contributi nazionali e regionali che risultano neutri rispetto alla spesa del personale, e che quindi continuerebbe a garantire servizi a costo zero. Dunque, nel rispetto del principio di economicità dell’azione amministrativa, la scelta degli enti dovrebbe essere univoca sulle stabilizzazioni. Ma il rispetto dei principi e delle norme, evidentemente, si utilizza a convenienza.

La legge “Madia” prevede, all’art. 20, comma 2, una riserva del 50% dei posti messi a concorso destinata al personale precario con determinati requisiti. Requisiti che i lavoratori del Comune di Castrolibero posseggono, ma i concorsi previsti nel fabbisogno sono tutti senz<a riserva. Si tratta, chiaramente, di scelte politiche ben precise di cui l’Amministrazione dovrà rendere conto. L’incontro del 27 marzo sembrava avesse aperto un dialogo con l’Amministrazione, la quale ci avrebbe dovuto convocare per l’esito della discussione con la Giunta. La pubblicazione della delibera ci conferma il contrario.

Intanto a Castrolibero convocheremo una assemblea per proclamare lo stato di agitazione, ma da subito inviteremo i lavoratori ad astenersi da funzioni e mansioni, garantite sinora, superiori a quelle della categoria per i quali si è pagati. Caro Sindaco, certe sue affermazioni, certe sue esperienze di vita e lavoro, certe nostalgie, oggi possiamo dire che ci avevano illuso. Come direbbe il filosofo Luciano De Crescenzo, di cui la biblioteca del Comune è piena di testi, Lei non è un Uomo D’amore ma un Uomo di Liberta’, insomma nell’amministrare Lei non antepone la correttezza e l’etica all’egoismo delle necessità della politica con la P minuscola». Cosi’, in una nota, Ferraro, Nucci e Gagliardi della Nidil e Fp Cgil, Lanciano e Borsani della Cisl Fp e De Marco della Uil Fpl.

Data: 04 aprile 2019.

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