Mangone. A contatto con la natura, l’esperienza dell’Acreg per i ragazzi diversamente unici

E’ UNA realtà unica nel Savuto che opera sul territorio del Comune di Mangone. L’Acreg, associazione di volontariato, si occupa di ragazzi “diversamente unici”. Un virgolettato che rende subito l’idea della passione, della professionalità e dell’attenzione che questo gruppo pone nei confronti dei bambini e delle bambine diversamente abili. In campagna, in mezzo a tanti animali, grazie al cavallo, il progetto è quello di creare percorsi di autonomia e di vita “normale”. Giovani che la società moderna non riuscirebbe ad integrare totalmente. L’uso del cavallo, compagno di giochi, libertà per i ragazzi in sella. “Terapia” che consiste nell’induzione di miglioramenti funzionali, psichici e motori, attraverso l’interazione uomo-cavallo. Laboratori di manualità, assegnazione d’incarichi, gestione degli spazi, diventano per i ragazzi un impegno. Mettersi alla prova e al servizio del gruppo così da creare autonomia. “Siamo felici quando li vediamo sorridere, giocare. Prendono sul serio ogni momento della giornata che li vede protagonisti. La natura, il cavallo sono per loro la libertà che, diversamente, tra le mura di casa non assaporerebbero. La famiglia, i momenti nel nostro ranch, il condividere insieme a tanti amici, ognuno ricco della sua creatività, sono la medicina giusta per le loro e per le nostre paure”. Queste le parole di Daniela Maletta, una delle responsabili del progetto che giornalmente insieme alla sua famiglia condivide emozioni, obiettivi per superare il gap dato dal mondo esterno. Luogo magico che si apre a tanti bambini che nel periodo estivo, a chiusura dell’anno scolastico, invadono la campagna per il “Grest”. Si torna a casa stanchi, con le scarpe e i jeans impolverati. La felicità di aver dato da mangiare agli animali, di aver piantato un fiore, di aver cantato e ballato assieme agli amici “diversamente unici” è però una emozione immensa. Anche per Marco, uno dei tanti bambini che vivono questa realtà, è un momento d’integrazione, esperienza che, concluso il periodo scolastico, e’ opportuno far vivere. Si diventa colti anche così, dando una mano all’altro ed un calcio all’indifferenza.

Massimiliano Crimi

Data: 09 aprile 2019.

Fonte: ‘Parola di Vita’.

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com